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Forconi in piazza a Imperia, sotto processo per omissione una poliziotta della questura

L'agente della questura al pm: "I manifestanti hanno tutte le ragioni per protestare"

Imperia. Nuova udienza del processo a carico di un’ispettrice della locale questura. Silvia Lazzarino, con alle spalle 27 anni di servizio, è accusata di omissione di atti d’ufficio.

I fatti risalgono allo scorso 10 dicembre del 2013, quando la città era stata teatro della manifestazione dei “forconi”. Manifestanti che misero in atto parecchi blocchi stradali. Proprio a causa di questi, un imperiese Alda Biancheri, 47 anni, insegnante di italiano, fu costretta a parcheggiare l’auto ben distante da dove avrebbe voluto per recarsi a casa di ritorno dal lavoro. Abitava in zona Ferriere e parcheggiò nei pressi del parco urbano. Ed è così che la donna andò in Questura per denunciare l’accaduto dovuto ai blocchi.

La poliziotta, ora imputata, le disse che non c’erano gli estremi per la denuncia, nonostante l’ insistenza della Biancheri. L’automobilista, alcuni giorni dopo, si recò dai carabinieri che, al contrario raccolsero la denuncia e che fece scattare, di conseguenza, anche un’indagine sulla poliziotta in servizio negli uffici di piazza Duomo.

La Lazzerino ha risposto alle domande del pm Lorenzo Fornace: “Eravamo impegnati in un servizio molto complesso. La cosa più importante era mantenere l’ordine pubblico in città. Stavo anche sentendo al telefono una donna vittima di stalking. Per di più quel giorno ero l’unico ufficiale di pg presente in questura. La Biancheri mi disse che non c’erano problemi e che sarebbe passata il giorno dopo per presentare la denuncia”. La Lazzerini ha anche ammesso di aver detto alla Biancheri che i manifestanti avevano le loro ragioni perché “non se ne può più”.

Rispondendo alle domande del suo legale, l’avvocato Mager, l’agente ha spiegato che “la signora non aveva subito danni né individuava colpevoli. Aveva un tono polemico e saccente nei confronti dell’operato della polizia. Dissi alla Biancheri che se lei mi faceva fare quello che stavo facendo e passava domani si potevano evitare disagi a tanti cittadini – ha aggiunto Lazzarino rispondendo al giudice Aschero -. Dissi anche che per gli episodi segnalati c era già un’attività di polizia per individuare i responsabili dei blocchi. Le dissi di circostanziare i fatti in uno documento scritto che poi sarebbe stato valutato. Passai poi i miei appunti alla Digos che in seguito sentì la Biancheri”.

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