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Campioni per sempre, esce oggi il libro di Fabrizio Prisco foto

E' un omaggio alla città matuziana che l'ha accolto da circa dieci anni per motivi di lavoro, alla quale ormai si profondamente legato

Sanremo. Campioni per sempre è dedicato a quegli eroi del calcio, tragicamente scomparsi, che hanno lasciato un segno nel cuore dei tifosi e che ancora oggi vengono ricordati non solo per i successi sportivi, ma anche per il loro carisma e la loro personalità.

Una sequenza di attimi indimenticabili che riescono ad evocare uomini “unici”, restituendone il vero valore e la vera storia; attimi fatti di vittorie esaltanti, dolorose sconfitte o, più semplicemente, di piccoli gesti quotidiani, dove la realtà si confonde con la fantasia, dove il pensiero e l’azione si mescolano in una singola, irripetibile vicenda.

Da Sindelar a Weisz, da Picchi a Meroni, da Scirea a Signorini; dal Grande Torino di Mazzola alla Grande Inter del Mago, dalla Lazio di Chinaglia alla Roma di Liedholm, dalla Juve del Trap al Napoli di Maradona. Quindici storie per sorridere, piangere ed emozionarsi, ripensando con nostalgia al football di una volta che non esiste più.

La prefazione è del giornalista della “Gazzetta dello Sport” e del “Guerin Sportivo” Roberto Beccantini. I disegni sono stati realizzati da Marco Manni, studente dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

Fabrizio Prisco, nato nel 1978 a Salerno. Laureato in Lettere Moderne nel 2000 all’Università di Salerno, dal settembre 2007 vive e insegna a Sanremo. Nella sua scuola ha istituito un Laboratorio di Giornalismo e Comunicazione che collabora con il settimanale “La Riviera” e con Radio Jeans. Giornalista Pubblicista dal 1997, è stato corrispondente del quotidiano di Salerno “La Città” dal 1996 al 1999 e ha collaborato con diverse testate. Nel 2014 ha pubblicato con Areablu Sogno Mundial – Storia sociale della Coppa del Mondo di calcio da Uruguay ’30 a Brasile 2014. È membro della Società Italiana di Storia dello Sport.

La sinossi.

Campioni per sempre è un’antologia di quindici racconti dedicata agli eroi del calcio scomparsi tragicamente che hanno lasciato un segno nel cuore dei tifosi e che ancora oggi vengono ricordati non solo per quello che hanno vinto in campo, ma anche per il carisma ed il rigore morale.

Nelle storie si parla di autentiche bandiere come Armando Picchi, Gigi Meroni, Gaetano Scirea, Agostino Di Bartolomei e Gianluca Signorini, di squadre epiche come il Wunderteam di Sindelar, il Grande Torino, l’Inter del Mago, la Lazio di Chinaglia, la Juve del Trap, la Roma di Liedholm e il Napoli di Maradona, di miti di provincia come Renato Curi, Erasmo Iacovone, Denis Bergamini e Catello Mari, di guerra e pace, di SLA e di doping, di vittorie esaltanti e di dolorose sconfitte. La prefazione è di Roberto Beccantini; le illustrazioni sono state realizzate dal giovane artista di Arma di Taggia Marco Manni, studente di Grafica e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

“<>, recita un famoso aforisma di Jim Morrison. Questo libro vuole partire proprio dagli attimi per tratteggiare le gesta di alcune leggende del nostro tempo. Attimi indimenticabili di un match che ha fatto epoca, attimi noti e meno noti attraverso i quali si può respirare l’odore umido dell’erba o quello canforato degli spogliatoi, attimi di vita quotidiana dove la realtà si confonde con la fantasia, dove il pensiero e l’azione si mescolano in un singolo episodio e dove il lettore si immedesima nelle vicende fino a diventare il deus ex machina e il motore della narrazione, manipolando eventi e flashback sull’onda lunga dell’emozione e del sentimento.

L’idea di mettere insieme una serie di racconti di narrativa con il football sullo sfondo mi frullava in testa da un bel po’. Prima di trovare il filo che unisse i protagonisti ho letto di tutto. Per affinare lo stile sono partito dai ritratti sudamericani di Osvaldo Soriano: tango argentino e pura passione, il calcio selvaggio, povero e polveroso della Patagonia, quello coloratissimo e viscerale della Boca, quello elegante e aristocratico del River.

Un calcio di atleti improbabili, oscuri portieri, arbitri stralunati e allenatori in pensione. Perché sono così le storie del maestro Soriano: risate e pianti, pene ed esaltazioni. Poi ho ripreso dagli scaffali della mia libreria autori come Remarque, Levi, Calvino, Vazquez Montalbàn. Solo quando mi sono sentito pronto, sono passato a consultare i classici saggi calcistici. Ho viaggiato un anno e mezzo in giro per l’Italia in cerca di ispirazione, ho visitato i musei del Genoa e del Toro e la mostra Football Heroes organizzata nel 2015 a Milano in San Babila. Toccare con mano cimeli come la valigia di Mazzola rinvenuta a Superga sul luogo dello schianto, la cornetta di ottone di Bolmida, le insegne del Filadelfia, la Balilla di Meroni, le maglie di Signorini e di Scirea mi è servito per aggiungere elementi realistici alla mia fantasia.

I racconti non sono delle semplici biografie. Il vero, il verosimile e il falso si fondono negli aneddoti, nei dialoghi e nelle ricostruzioni romanzate. Il filo conduttore di ogni storia è l’amore. L’amore incondizionato per un calcio che non esiste più, per lo sport pulito e per la parola che, come ci hanno insegnato i maestri Arpino, Brera, Galeano e Soriano, diventa letteratura anche grazie ad una finta di corpo, un gol all’incrocio o un colpo di reni. Perché quando solo il fato riesce a sconfiggere un atleta, questi acquisisce all’istante il lasciapassare per l’immortalità e si conferma campione. Per sempre” – spiega Fabrizio Prisco.

Indice dei racconti e personaggi principali

– “All’assalto col pallone” (Frank Edwards, i soldati del 1/18 London Irish Rifle, la tregua di Natale e lo strano binomio calcio-prima guerra mondiale)
– “La partita della riconciliazione” (Matthias Sindelar, il Wunderteam e la sfida dell’Anschluss tra Austria e Germania del 3 aprile 1938)
– “Lettere da Auschwitz” (Arpad Weisz, ex allenatore di Ambrosiana Inter e Bologna, descrive in alcune lettere la dura vita del campo)
– “Il quarto d’ora granata” (Storia del turbine di reti e di emozioni che lega la cornetta di ottone di Oreste Bolmida, il trombettiere del Filadelfia, a Valentino Mazzola e al Grande Torino)
– “Picchi di Grande Inter” (Mario, un ragazzo di Calabria, si trasferisce a Sanremo e scopre, tra i caruggi della Pigna, la passione per Armando Picchi e l’Inter del Mago)
– “Gigi e la ragazza del Luna Park” (Ritratto di Gigi Meroni, la farfalla granata, e della sua travagliata storia d’amore con Cristiana)
– “La banda dell’Americana” (Maestrelli, Chinaglia, Re Cecconi e le avventure picaresche della Lazio campione d’Italia del 1974)
– “Il Castigajuve” (Le cavalleresche sfide tra i due mediani di Perugia e Juventus Renato Curi e Giuseppe Furino e la morte per arresto cardiaco del numero otto dei grifoni)
– “Cuori rossoblù” (La vita e la morte del bomber del Taranto Erasmo Iacovone e la tragica fine del centrocampista del Cosenza Denis Bergamini, il calciatore suicidato)
– “L’esame di maturità” (Il libero della Juventus Gaetano Scirea, ormai prossimo al ritiro, è alle prese con una sfida delicata: prendere il diploma da privatista in una scuola superiore di Torino)
– “Il giorno dello scudetto” (Il portiere del Napoli Giuliano Giuliani racconta la partita del secondo scudetto degli azzurri contro la Lazio del 29 aprile 1990)
– “La coppa in punta di dita” (Due amici, Bruno e Alvaro, rivivono in una soffitta giocando a Subbuteo la finale di Coppa Campioni Roma-Liverpool del 1984 e ricordano Agostino Di Bartolomei)
– “Luca, Ste e la Stronza” (Storie di SLA: la vita e il sacrificio di Gianluca Signorini e Stefano Borgonovo)
– “Il ruggito del Leone” (La trasferta di Gela dei tifosi della Cavese per la finale play off di serie C/2 del 2005 e la grande partita di Catello Mari, calciatore aquilotto scomparso in un incidente stradale un anno dopo)
– “Palla avvelenata” (Alcuni ragazzi milanesi incontrano al Parco Lambro un vecchietto misterioso. Sarà l’occasione per parlare di Giuliano Taccola, Bruno Beatrice e del doping nel calcio degli anni ‘70).

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