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Bordighera, il consigliere comunale Ramoino: “Illegittima la mia sospensione”

Il consigliere: "quello del Sindaco un atto di forza"

Bordighera. Scrive il consigliere comunale Giovanni Ramoino: “Come già sapete, il Sindaco dapprima ha tentato di cacciarmi dal gruppo consiliare di maggioranza, poi, durante la seduta del Consiglio comunale del 4 agosto scorso, ha ritrattato, affermando di avermi solo “sospeso” per qualche tempo dalle riunioni del mio gruppo consiliare.

Bene, nell’interesse degli elettori che mi hanno sempre manifestato sostegno e perché io – ormai mi conoscete – desidero sempre andare a fondo delle questioni, ho ritenuto necessario rivolgermi al mio Legale, allo scopo di approfondire se il Sindaco avesse o meno la facoltà di sospendermi dal mio gruppo di appartenenza.

Il Legale mi ha fornito un motivato parere al riguardo, concludendo che la disposta sospensione si è concretizzata in un provvedimento del tutto atipico, non previsto né dalla legge, né dal regolamento comunale, il quale, oltre che ad essere illegittimo, ha avuto effetti ancora più gravi della minacciata espulsione dal gruppo consiliare.

Espellendomi, infatti, il Sindaco, da un lato, si sarebbe assunto pubblicamente e più onestamente la responsabilità politica della propria azione, e, dall’altro avrebbe quantomeno consentito di iscrivermi immediatamente ad un altro gruppo consiliare e quindi di continuare ad esercitare senza soluzione di continuità le prerogative per le quali i cittadini mi hanno eletto.

Nascondendosi dietro una ” sospensione “, invece, il Sindaco ha tentato di tenermi ” fuori dai giochi ” per il maggior tempo possibile. Come detto, a seguito di una espulsione, io avrei avuto diritto di aderire immediatamente ad un altro gruppo, con la sospensione invece no, in quanto ancora iscritto al gruppo di appartenenza, io sarei dovuto rimanere lì, ” sospeso “, come ” in purgatorio “, in attesa di una poco probabile riabilitazione della mia figura da parte del Sindaco.

Ma io non ci sono stato e, come sapete, ho deciso di distaccarmi “spontaneamente ” ( diciamo così ) dal gruppo di maggioranza, perché io la bocca non me la faccio tappare e, sopratutto, ho ritenuto di non dover fermare, per rispetto e dovere nei confronti dei miei elettori, il mio lavoro.

A maggior ragione, oggi, confortato dal parere del mio Legale, posso dire di non aver alcun rimpianto e che non tornei indietro,

Ho ritenuto solo che i miei elettori dovessero sapere che quello del Sindaco è stato un atto di forza, poiché, come chiaritomi anche dal mio Legale, le prerogative di un consigliere non possono essere compresse e sospese se non nei pochi casi ( patologici ) previsti dalla legge in via tassativa ( si tratta di ipotesi molto gravi, come aver ricevuto gravi condanne penali nel corso del mandato )e non già per evitare che il consigliere esprima le proprie idee ed eserciti le attività connesse al proprio mandato”.

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