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Ad un mese dall’inizio scolastico è ancora emergenza prof in Riviera

Per il sindacalista Garino è il peggiore anno scolastico dagli anni '70 ad oggi

Imperia. “L’anno scolastico appena partito? Il peggiore dagli anni ’70 ad oggi”, parola di Gianni Garino, segretario della Cisl Scuola per Imperia e Savona. “Non è una buona scuola come aveva preannunciato il nostro Premier Renzi. Tutt’altro. Ci sono cattedre ancora scoperte un po’ dappertutto. E’ emblematico vedere l’insegnante di musica intrattenersi con i ragazzi per insegnare loro il teorema di Pitagora o algebra – sottolinea Garino che non nasconde la complessità della situazione – In moltissimi istituti scolastici della provincia a Imperia, come a Sanremo, a Bordighera come a Ventimiglia mancano anche gli insegnanti di sostegno. Ad un mese dall’avvio dell’anno scolastico ci sono ragazzi che ancora non possono contare sul sostegno a cui hanno diritto”.

Sono i risultati di una riforma della scuola che non funziona? “Sicuramente sì – risponde senza fare troppi giri di parole Garino – Anche per il caso supplenti la riforma avrebbe dovuto comprimere, se non addirittura eliminare, il ricorso ai supplenti, con le maggiori immissioni in ruolo di docenti, ma non è così. E non funziona nemmeno il sistema tanto decantato da Renzi circa il “potenziamento” che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della “Buona scuola””. Nessuno lo dice, ma ci sono stati casi di insegnanti che, dopo aver appreso di essere stati trasferiti dal Sud al Nord si sono addirittura tolti la vita.  “Casi gravi è il primo responsabile è il governo”, sottolinea Garino.

studenti

E la fotografia è desolante. Attualmente in Riviera ci sono  supplenti a tempo determinato e buchi sul sostegno. La normalità per studenti e docenti nelle scuole della provincia è ancora molto lontana. Secondo i sindacati si arriverà a regime alla fine del mese di ottobre o all’inizio di novembre. Ma oggi mancano insegnanti per materie importanti come matematica, fisica, italiano. E così le cattedre restano vuote in attesa che la situazione si possa normalizzare che al momento, dunque, resta davvero molto confusa.