Visita sopralluogo a Pigna per la concessione dell’acqua alla Società Remna

La visita odierna era aperta al pubblico per permettere a tutti di esporre le loro esigenze ed osservazioni all'ente

Pigna. Questa mattina si è svolta la visita sopralluogo per la concessione dell’acqua alla Società Remna, al fine di attuare il progetto della mini centrale elettrica sul Rio Carne a Pigna.

Da agosto infatti il Comitato ”Amici del Rio Carne” aveva scoperto il progetto della Società Remna srl di costruire uno sbarramento con lo scopo di incanalare l’acqua per attivare una micro centrale idroelettrica con una chiusa in cemento armato alta circa 1,50 m spessa 1,80 m, che avrebbe potuto innalzare il livello dell’acqua a monte creando un lago artificiale, che avrebbe potuto sommergere per 12 mesi all’anno le fondamenta in pietra di un antico mulino risalente al 1528, ristrutturato e abitato e catalogato in PG 2 (pericolosità media) e l’adiacente muretto a secco, creando un reale rischio di frana e crollo del fabbricato, del muretto e del sentiero d’accesso.

La visita odierna perciò era aperta al pubblico per permettere a tutti di esporre le loro esigenze ed osservazioni all’ente. Erano presenti la Società Remna, il dirigente della Regione Liguria e il Comitato ”Amici del Rio Carne”, che ha risostenuto le osservazioni che aveva già presentato.

“Il sopralluogo di oggi era pubblico e ha seguito la normativa nazionale in materia di acqua, in particolar modo sull’uso dell’acqua e la concessione idrica. Sono state prese in considerazione tutte le osservazioni e le esigenze che sono state esposte e che verranno considerate durante la valutazione finale” – afferma Leonida Braglia, ingegnere della Società Remna.

“Abbiamo presentato un verbale di quattro fogli cartacei, a cui successivamente apporteremo delle integrazioni, all’ente con tutte le nostre obiezioni ed osservazioni. Abbiamo fatto vedere che non c’è più acqua, abbiamo spiegato che il progetto potrebbe comportare un impoverimento del torrente ed abbiamo fatto notare le tantissime specie animali che vivono in questi luoghi, come il gambero da fiume che abbiamo anche visto in pieno giorno” – dice Roberto Trutalli del Comitato “Amici del Rio Carne”  Hanno preso in considerazione le nostre obiezioni e ora bisogna aspettare la sentenza finale ad ottobre”.

“Sono dispiaciuto del fatto che sembra che andiamo contro il Comune ed il Consiglio Comunale, che forse quasi appoggia il progetto – continua Trutalli – Abbiamo spiegato in tutti i modi che il progetto causerebbe danni ambientali e rovinerebbe una risorsa idrica importantissima. L’acqua arriva dalle Alpi Marittime, non è acqua del bacino. Parte dell’acqua è già presa dall’Acquedotto del Comune non mi sembra necessario un’ulteriore concessione idrica. In questo modo si rischia l’estinzione di tutte le specie animali (come la trota, la salamandra, il gambero da fiume) e vegetali distruggendo un ecosistema già fragile”.

“Capisco che il progetto possa servire per le certificazioni verdi, ma in questo modo si rovinerebbe una ricchezza paesaggistica bellissima ed apprezzata da turisti stranieri ed italiani in un luogo che secondo noi per legge non è idoneo. Gli sbarramenti esistenti, costruiti nel 1700, erano stati pensati per non danneggiare l’ambiente, non erano in cemento. La zona ha un alta concentrazioni di grotte carsiche inoltre è un punto dove si riproducono anche i gamberi da fiume perché è una zona tranquilla. Per tutti questi motivi ci rivolgeremo anche alla Procura e continueremo a batterci per la causa affinché anche le generazioni future possano usufruire di questo meraviglioso paesaggio” – conclude il signor Trutalli.