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L’addio a Libereso Guglielmi, il funerale in forma laica e privata domani alle 10,30 al cimitero di Valle Armea

Era un personaggio molto amato in tutta la Riviera perché amava la sua gente e soprattutto la natura

Sanremo.Saranno in tanti domani a salutare per l’ultima volta Libereso Guglielmi, morto l’altra sera all’età di 91 ani,. Il funerale al giardiniere amico di Italo Calvino sarà celebrato in forma laica e privata domani alle 10,30 al cimitero di Valle Armea.

In occasione del riconoscimento ottenuto in Comune a Sanremo, “non solo uno dei più grandi esperti di botanica e floricoltura, ma anche un piacevolissimo maestro che, con la curiosità e la semplicità che lo hanno sempre contraddistinto, riesce a insegnare a noi tutti l’importanza e il valore delle erbe e dei fiori”.
Libereso Guglielmi per tutta la vita ha portato il suo messaggio agli altri. Sempre con generosità e disponibilità. Ambientalista convinto, ha cominciato a lavorare a 15 anni grazie a una borsa di studio accanto a Mario Calvino, padre dello scrittore Italo, con cui poi ha intessuto una lunga amicizia. Mancherà, ai suoi interlocutori, affascinati dalla forza evocativa delle sue parole, questo «guru verde», che tuttavia ha lasciato l’eredità di libri come «Oltre il giardino» e «Mangiare il giardino» (Socialmente), «Le ricette di Libereso» e «Ricette per ogni stagione» (Edizioni Zem), in cui ha raccolto le fantasiose ricette sgorgate dalla sua inesauribile vena creativa, pari a quella di un fanciullo, ma imbevuta di conoscenze attinte alla botanica e alle esperienze personali, fatte prima alla Stazione sperimentale di floricoltura di Sanremo e poi in Inghilterra, al giardino botanico di Myddleton House. Conversatore piacevole, sino a quando la salute lo ha sorretto, Libereso ha partecipato a un centinaio di convegni all’anno, su e giù per l’Italia.

Per decenni, Libereso Guglielmi è stato un ambasciatore della Riviera di Ponente, attraverso l’educazione all’utilizzo in cucina delle erbe, non solo aromatiche, e dei fiori, dei quali trattava con passione e cognizione profonda, tanto nelle conferenze di Slow Food all’Università di Pollenzo come negli incontri con gli studenti, dove corredava le spiegazioni con disegni ispirati a quelli di Antonio Rubino, il celebre illustratore che aveva frequentato da ragazzo.

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