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Imperia, Scajola: “Superiamo il giacobinismo di oggi e uniamo le forze migliori per salvare la città”

"C’è un clima pauroso però non è con la lamentazione o con la critica che si risolvono i problemi. Sono necessarie proposte, le lamentele lasciamole fare a chi non ha idee"

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Imperia. “Imperia stava vivendo un periodo di rinascimento. La città era cresciuta nella scelta turistica di livello e nelle grandi opere avviate. Pensiamo al porto turistico, alla viabilità, alle infrastrutture. Tante immense cose che oggi si sono arenate in una città triste, in decadenza, sporca. In una città dove la voglia di crescere è stata spenta”. Esordisce così Claudio Scajola che ha radunato i suoi fedelissimi nell’ideale di rifondare un concetto nuovo di centro destra e insieme ricostruire il suo comune, Imperia, “caduto in periodo di terrore, di giacobinismo, in cui i cittadini hanno paura di svolgere qualsivoglia competenza, dove nessuno ha più intenzione di compiere qualcosa, dove tutti se ne vogliono andare”.

Riviera24 - Scajola a Imperia

“C’è un clima pauroso”, prosegue insistendo l’ex ministro, “però non è con le lamentele o con la critica che si risolvono i problemi. Sono necessarie proposte, le lamentele lasciamole fare a chi non ha idee. Perché il problema di Imperia è enorme, la città si trova è in una situazione di contenzioso per motivi dovuti alla cattiva amministrazione del Comune che fa rabbrividire. Io credo che nessuna persona di buon senso possa ambire a guidare la città di fronte alle incredibili difficoltà di bilancio, gestione e contenzioso in cui versa”.

“Anzi”, specifica, “più di 500, circa, sono i contenziosi aperti per volumi di milioni su una condizione del porto allucinante. E io mi chiedo, di fronte a tali problemi, uno che ama Imperia perché si limita a polemizzare sul sindaco Capcci? Lui avrà i suoi torti e le sue colpe, ma continuare a fare scarica barile, tra l’opposizione e la maggioranza, non porterà a nulla. Alla fine poi sceglierà l’elettorato, e la sua decisione cadrà sui riterrà possieda le capacità necessarie per risolvere gli enormi problemi della città”.

E conclude: “Qual è il senso delle mie parole? Naturalmente la necessità di unirsi. Uniamo le forze migliori che esistono in città, dobbiamo salvare Imperia. “Salviamo Imperia” sarà il nostro slogan. Dobbiamo ripartire su un programma chiaro e ragionando in maniera condivisa, non servono le conventicole, sono finiti i tempi in cui si credeva che per risolvere i problemi bastava vedersi e dividersi qualche poltrona da assessore. Vi assicuro che a Imperia c’è necessità qualcosa di diverso e io darò una mano per salvarla”.

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