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Diano Marina, incontri a luci rosse al residence, Magro condannata a 2 anni e mezzo

Un poliziotto aveva scoperto da un annuncio sul web l'alcova e si finse cliente per incontrare una prostituta

Imperia. Condannata dal collegio del tribunale presieduto da Donatella Aschero a due anni e mezzo Loredana Magro, accusata di favoreggiamento della prostituzione. 

Il pm, al termine della sua requisitoria ha chiesto 2 anni e 7 mesi di reclusione e 500 euro di multa.

Una vicenda processuale che risale a sei anni fa e più precisamente a cavallo degli anni 2010 e il 2011. Gli agenti della squadra mobile della Questura di Imperia fecero irruzione in alcuni alloggi di un residence di Diano Marina dove erano state allestite delle alcove per incontri a luci rosse.

Un poliziotto si finse cliente per scoprire l’attivitá di meretricio che veniva pubblicizzata sia su un settimanale di annunci della Riviera che su un sito specializzato “www.piccoletrasgressioni.it” dove venivano forniti numeri di telefono, ma non il luogo dove potevano essere raggiunte prostitute e transessuali. E nel mirino degli inquirenti è finita proprio Loredana Magro che secondo le indagini forniva le camere del residence per gli incontri hard a pagamento. La struttura ricettiva venne poi sequetrata nel 2011 dalla stessa polizia.

Durante il dibattimento, nelle udienze precedenti, sono stati ascoltati gli uomini della mobile che hanno condotto le indagini e due transessuali e un ospite del residence dianese.

A coordinare l’attività investigativa è stato il pubblico ministero Lorenzo Fornace. “D’inverno l’attività turistica non è intensa ed ecco che l’imputata arrotondava affittando gli alloggi del residence per incontri a luci rosse con i clienti. Quelli non erano certo turisti”.

Una delle testimoni ascoltate in aula ha raccontato di aver pagato a Loredana Magro 50 euro al giorno per l’affitto delle camere del residence che le prostitute avevano individuato dopo un passaparola tra transessuali e prostitute.

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