Imperia, Magliani presenta “Dal fondo della tana”

Il volume scritto assieme a Marco Scolesi sarà illustrato venerdì in biblioteca

Imperia. Il progetto è nato durante un viaggio in Olanda, sulla costa, ad IJmuiden. Marco Scolesi, giornalista culturale de La Riviera, nel 2012 andò a trovare nei Paesi Bassi il suo amico scrittore Marino Magliani, nato a Prelà e con la Liguria nelle ossa nonostante la lontananza, l’esilio forzato.

Durante quel viaggio, tra Amsterdam e Haarlem, arrivò l’idea di creare un volume-conversazione sulle opere del romanziere della Val Prino. Oggi quella idea si è trasformata in libro, “Dal fondo della tana”, pubblicato dalla casa editrice Philobiblon Edizioni (112 pagine, 14 euro) e che verrà presentato alla Biblioteca Lagorio di Imperia venerdì 24 giugno alle ore 17.

“La lunga conversazione tra me e Marino Magliani – scrive Marco Scolesi nell’introduzione – è iniziata una mattina di ottobre del 2012 sulle dune di IJmuiden, in Olanda, dove lo scrittore ligure vive, con sua moglie Anita e il figlio Mike. Un’estesa passeggiata, nella quale abbiamo parlato delle sue opere, ma non solo.

Anche di Liguria, di Francesco Biamonti, di Giuseppe Conte, di mare e di politica. Lì, in quel momento, mi venne in mente l’idea. Praticamente il prologo ideale a questo libro, poi realizzato in Val Prino mesi dopo, che ora è finito e voi state leggendo. Storie di vagabondaggi inquieti, di spaesamenti, come il nostro errare in terre straniere. Eppure siamo due liguri, profondamente legati alla loro terra, io a Sanremo, lui a Dolcedo, o meglio Prelà”.

Ma soprattutto ci sono i nascondigli e le tane, tema ricorrente dei romanzi di Magliani. Sono tane reali o metaforiche, come lo studio-stanza che ha ispirato il titolo, in parte omaggio a Italo Calvino e al suo “Dall’opaco” in “La strada di San Giovanni”.

Il volume è arricchito da due sezioni fotografiche, una ligure e una olandese, rispettivamente realizzate da Umberto Germinale e Leo Jr. Boon. Apre la conversazione un’affettuosa prefazione del poeta Giuseppe Conte, che segue con passione l’opera di Magliani dagli esordi. Chiude il libro un testo inedito di Magliani sulle traduzioni dallo spagnolo (“Genesi di una necessità”).

Il modo migliore per entrare nel laboratorio di scrittura di Magliani, sempre in fermento e in costante ricerca.