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Giampiero Ventura: dalla Sanremese passando per Imperia, un po’ di ponente ligure sulla panchina della Nazionale

Giampiero Ventura vestì la casacca della Sanremese per due anni, dal 1974 al 1976. E i rapporti con il ponente ligure sono proseguiti anche negli anni successivi

Sanremo. Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha comunicato al Consiglio federale che c’e’ l’accordo con Giampiero Ventura. L’ex allenatore del Torino sara’ il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana di calcio dopo Euro 2016 e per i prossimi due anni.

Il nuovo ct della Nazionale, Giampiero Ventura, sara’ presentato il 18 luglio in occasione del prossimo consiglio federale.

‘Un maestro di pallone”. Una definizione, quella del presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, che calza a pennello al profilo del 68enne Giampiero Ventura, che non sara’ comunque il ct azzurro piu’ anziano a ricevere l’incarico: il record resta a Fulvio Bernardini, chiamato nel ’74 a quasi 69 anni a ricostruire dopo il disastro mondiale in terra tedesca.

Un tecnico di certo di grande esperienza (nella stagione appena conclusa e’ stato l’allenatore piu’ anziano della Serie A, alle spalle solo di Reja), che arriva sulla panchina piu’ prestigiosa, senza aver mai ottenuto grandi risultati, perche’ ritenuto il piu’ adatto per un nuovo progetto. Una carriera da calciatore modesta quella di Giampiero Ventura, cominciata nelle giovanili della Sampdoria, senza mai riuscire ad approdare in prima squadra, e con una militanza quasi esclusivamente in Serie D, con l’eccezione della stagione 1970-1971 in Serie C con l’Enna, nella quale totalizza 9 presenze in campionato.

Giampiero Ventura vestì la casacca della Sanremese per due anni, dal 1974 al 1976. E i rapporti con il ponente ligure sono proseguiti anche negli anni successivi: infatti il nuovo cittì della nazionale nello scorso febbraio era in platea all’Ariston ad assistere alla terza serata del Festival di Sanremo, lo scorso anno fu testimone del matrimonio dell’amico Beppe Ghio celebrato in comune a Imperia e sempre nel capoluogo partecipò ad una edizione dell’evento sportivo “Imperiese dell’anno”.

Poi a soli 28 anni la scelta della panchina, la sua vera passione: insegnare calcio. Comincia dalle giovanili della Sampdoria, per poi girare tutta la Liguria, da Albenga a Rapallo, da Chiavari a La Spezia. Poi Venezia, Lecce, Cagliari, Sampdoria, Udinese, Napoli, Verona, Pisa, Bari: insomma quella
di Ventura e’ una vita spesa in provincia ad insegnare calcio. Anzi, bel calcio: ”Io alleno per libidine”, e’ infatti la frase piu’ famosa del tecnico genovese. Eppure la sua carriera da allenatore, cominciata oltre tre decenni fa sembrava in declino gia’ a meta’ anni Duemila, dopo un paio di stagioni disgraziate.

Invece il meglio doveva ancora venire. Il rilancio in Serie B a Pisa, la consacrazione in Serie A a Bari dove Ventura diventa ”Mister libidine”: scopre Ranocchia e soprattutto Bonucci, chiude al 10/o posto col record di punti per il club biancorosso giocando forse il miglior calcio d’Italia.

L’anno dopo c’e’ la parentesi infelice della retrocessione macchiata dallo scandalo calcioscommesse (da cui lui esce indenne). Poi il Toro: in Piemonte si ferma cinque stagioni, diventando il tecnico piu’ longevo e riportando i granata in Coppa. La cavalcata in Europa League nel 2014-2015 (eliminato
negli ottavi dallo Zenit, dopo aver battuto fuori casa l’Athletic Bilbao) e’ stata il suo unico assaggio del grande palcoscenico europeo. Prima della nazionale naturalmente.