Quantcast

Diano Marina 2016, i quattro moschettieri sconfitti dal “re” Giacomo

Campagna elettorale tutto sommato tranquilla senza "veleni" tra gli aspiranti sindaci del Golfo Dianese

Diano Marina. “Ci abbiamo provato”. I quattro moschettieri che hanno sfidato “re” Giacomo incassano con l’amaro in bocca la sconfitta in questa tornata elettorale di inizio giugno. Era difficile per tutti poter ingabbiare un “mastino” della politica come Chiappori. Il sogno si è esaurito in un lampo. A seggi chiusi è  iniziato lo spoglio che ha subito tracciato la strada del successo del sindaco uscente. Uno dei 4 resta addirittura fuori dal consiglio comunale. Si tratta di Loredana Grita, ex giornalista del Secolo XIX.

Forse qualcosa per chi lo ha sfidato non ha funzionato a dovere. E’ stata una campagna elettorale molto soft, si dovrebbe dire al “miele” più che al veleno nel Golfo di Diana. Tanti i buoni propositi dei quattro candidati minori di poter far crollare il baluardo del centrodestra che da queste parti è un castello ben attrezzato prima di essere conquistato. “Scalzare un sindaco che la politica la mastica tutti i giorni non è facile”, avevano detto qualche giorno prima i quattro aspiranti. E’ così è stato.

Per la conquista del palazzo comunale c’erano quattro candidati comunque conosciuti e stimati Michele Calcagno, ingegnere, 43 anni, candidato di “Diano Riparte”, Marco Ghirelli, 37 anni, laureato al Dams, operatore culturale per il Pd, Loredana Grita, ex giornalista, per “Diano oggi per domani”, Simone Borgarello, 29 anni, farmacista, per il Movimento 5 Stelle.

In “Diano Riparte” sono confluiti gli ex forzisti rimasti fedeli a Claudio Scajola e i socialisti. Saltato all’ultimo momento l’accordo tra gli ex Forza Italia che hanno deciso di correre da soli e il Partito democratico. La maggioranza del direttivo locale Pd non ha gradito la presenza in lista di amministratori di lungo corso tra cui l’ex sindaco Angelo Basso, già primo cittadino nel 2000 e nel 2006.

Loredana Grita, la giornata ex Secolo XIX, si può ritenere soddisfatta. “In meno di due mesi -dice Loredana Grita- abbiamo dovuto fare tutto, dalla formazione della lista alla campagna elettorale, ma non mi sono risparmiata. Sono stata la prima a fare i gazebo e poi anche Chiappori, dall’alto della sua prosopopea, mi è venuto dietro. Del resto non posso farci niente, sono fatta così, ci metto la faccia sempre in tutte le cose che faccio, con serietà. I cittadini di Diano non vogliono la luna, ma solo la normalità che non hanno avuto negli ultimi 5 anni”. I risultati, nella storia politica cittadina, hanno scritto una pagina diversa.

Come ignorare poi che Diano Marina è stato tra i Comuni che ha visto le proprie liste al vaglio della Commissione Antimafia. Nessun “impresentabile” accertato dalle analisi condotte a Roma, sebbene la presidente Rosy Bindi, solo pochi giorni fa, avesse affermato che “Diano Marina potrebbe presentare un certo interesse” e abbia ribadito che – in quanto a infiltrazioni della criminalità organizzata – “la provincia di Imperia è la sesta provincia calabrese”. Ma oggi al di là delle parole è Chiappori ad uscire con le braccia alzate al cielo così come aveva pronosticato già qualche mese fa.