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Diano 2016, la sfida dei cinque candidati seguita a distanza da Rosy Bindi

Agli elettori la decisione se voltare pagina oppure se riconfermare il sindaco leghista uscente

Diano Marina. Due giorni per decidere, due giorni per capire se confermare il sindaco uscente Giacomo Chiappori, oppure se voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo nella storia di Diano Marina, centro principale del Golfo Dianese e località che vanta il maggior numero di presenze turistiche in provincia di Imperia. Un paese che conta 6.047 abitanti dove si dovrà eleggere un sindaco in una tornata unica. Il primo cittadino uscente è Giacomo Chiappori, già deputato per la Lega Nord ed ex consigliere d’amministrazione dell’Enit. Domenica si presenta con la lista “Viva Diano” sostenuto da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Alle scorse elezioni ha battuto il rivale di Forza Italia ed ex sindaco Angelo Basso, ottenendo il 47,95% dei consensi.

Saltato proprio sul nome di Angelo Basso il possibile accordo tra Pd e i fuoriusciti di Forza Italia, il Partito democratico presenta a Diano Marina Marco Ghirelli: 37 anni, membro della segreteria provinciale Pd, a capo di una lista civica formata anche da indipendenti. C’è poi Michele Calcagno, di professione ingegnere. Si presenza come candidato della lista “Diano Riparte”, che comprende anche personalità del centrodestra. Quindi c’è Loredana Grita, giornalista in pensione del Secolo XIX. Si è candidata con la lista “Diano oggi per domani”. Infine Simone Borgarello, lui invece sarà l’alfiere del Movimento Cinque Stelle.

Tanti i temi che sono contenuti nei programmi elettorali dei cinque sfidanti: le periferie, il rilancio del turismo, le pressioni dei commercianti che chiedono una programmazione più oculata degli eventi, lo spinoso caso della Gm S.p.A., la gestione dei parcheggi, ma anche degrado, spiagge, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici a cominciare da Villa Scarsella.

Un election day seguito a distanza dalla commissione antimafia.  In un comune, le tre famiglie di riferimento ndranghetista hanno piazzato i loro candidati ciascuna in una delle tre liste. Diano Marina potrebbe presentare un certo interesse da questo punto di vista, ma le mafie non hanno più confini. “La provincia di Imperia è la sesta provincia calabrese”,  ha detto senza mezzi termini la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Di qui l’appello della Commissione ai partiti “perché loro sicuramente non possono non conoscere chi hanno candidato” e quindi ignorare che c’è il rischio di un “voto inquinato”. Tra l’altro “vorrei ricordare che governare con il voto delle mafie significa governare male”, ha aggiunto Rosy Bindi.

Ora non resta altro che attendere l’esito dell’urna. Si volterà pagina o tutto resterà come prima? Lo decideranno gli elettori domenica quando i presidenti di seggio consegneranno loro scheda elettorale e matita. Nel segreto della cabina elettorale avranno la possibilità di scegliere e di tracciare la strada della politica dianese dei prossimi cinque anni.