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Aldo Lo Manto, l’uomo della transumanza a piedi da Albenga alle Navette delle Alpi Liguri

L’unico pastore in Liguria che fa ancora la transumanza esclusivamente a piedi abita a Bastia

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Borgomaro.  Dalla pianura ingauna  alla zona della Navette (Alpi Marittime) con al seguito più di mille pecore brigasche, capre, mucche e cavalli. Aldo Lo Manto è diventato il simbolo della transumanza del ponente ligure è l’unico a mantenere in vita questa tradizione. Titolare dell’azienda agricola “Il boschetto di Bastia”, produttrice di ottimi formaggi e splendido bruss ha fatto tappa per la festa del pastore di San Bernardo di Conio, nel territorio comunale di Borgomaro, un appuntamento imperdibile per chi, ad inizio estate, si trova nell’Imperiese.

E’ rimasto il solo pastore in Liguria che fa ancora la transumanza esclusivamente a piedi per un lunghissimo tragitto. Ogni anno, intorno alla fine di giugno, sposta il suo bestiame e dal 2012 ha coinvolto in questa esperienza unica anche gruppi di persone che possono camminare con i pastori entrando in sintonia con la natura e gli animali. “Cerco di far riscoprire una tradizione secolare che è ormai dimenticata – racconta Aldo Lo Manto – Ma lo scopo principale è quello di far riscoprire un territorio meraviglioso e una cultura antichissima”. E Lo Manto non molla un colpo: “Faccio la transumanza da oltre trent’anni partendo dal mare a piedi e raggiungendo le Alpi Marittime. Ma mio padre – dice sorridendo – era più bravo di me: lui l’ha fatta a piedi dalla Sicilia alla Liguria”.

aldo lo manto

Una volta arrivato a destinazione vive tra una roulotte e una tenda: “Poche le comodità, bisogna certamente adeguarsi abbiamo anche un gruppo elettrogeno e con quello ci arrangiamo”.

Per poter accompagnare Lo Manto nella transumanza è nata una associazione, che non poteva non chiamarsi “I transumanti”. Lo Manto non è solito e non ha tempo a curare la promozione ci pensano invece i suoi collaboratori.  Agli annunci è tra quelli che predilige il ‘fare’. In piedi dall’alba al tramonto. Poi il banchetto dei formaggi alle fiere, alle feste, alle sagre, con l’aiuto prezioso di alcuni collaboratori.

transumanza

“La nostra associazione – spiega Giusi Librando – ha come scopo primario quello di promuovere e valorizzare il nostro territorio e il recupero delle tradizioni locali con particolare riferimento alle attività agropastorali e lo sviluppo compatibile dell’agricoltura e della produzione alimentare ;vuole incoraggiare l’evoluzione della cucina e la ricerca in campo gastronomico facendo scoprire i prodotti del territorio difendendoli e valorizzandoli come insostituibile patrimonio ;infine vuole segnalare specie animali e vegetali nel mantenimento del patrimonio di biodiversità”.

Tra gastronomia e musica sabato scorso si è celebrato il passaggio della transumanza in paese. Una scadenza temporale importantissima per una civiltà che aveva nell’allevamento, ovino soprattutto, una fonte importante per l’alimentazione del territorio. A giugno, ogni anno, si partiva dalla pianura con i greggi e le mandrie e, camminando due giorni, si arrivava sulla Alpi Marittime, sul Frontè, sul Marquareis, sul Saccarello, comunque a 2 mila metri di quota, dove i pascoli estivi sono ricchi di erbe odorose che danno gusto al latte. E oggi per chi lo ha seguito è stato possibile fare la colazione, assistere alla mungitura degli animali, ma soprattutto ammirare lo splendido scenario dove i pastori si fermeranno fino ad ottobre con le greggi.

 

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