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Acqua pubblica tra ritardi e ricorsi, torna alla carica il Cimap di Imperia

"Una gestione pubblica con il solo obbligo di pareggio dei bilancio dovrebbe abbassare i prezzi, ma occorre fare in fretta"

Imperia. Acqua pubblica nelle sabbie mobili, tra ritardi e ricorsi di Provincia e Comuni. Una situazione che preoccupa il Cimap, il coordinamento imperiese per l’acqua pubblica che chiedo un intervento deciso e tempestivo per risolvere una vicenda che rischia di pesare sulle tasche dei cittadini.

Senza mezzi termini, senza mezze misure proprio il comitato sottolinea come in provincia di Imperia “si sta consumando l’ennesimo attacco all’acqua pubblica dopo il subentro di Rivieracqua, ovvero la società consortile dei Comuni provinciali che gestisce l’approvvigionamento idrico in quasi tutte le località della Riviera (entroterra compreso). Sono esclusi alcuni Comuni importanti come Ventimiglia, Bordighera e Imperia”.

Già si parla di inadempienze da parte delle amministrazioni comunali, ma soprattutto si cerca di colmare i ritardi e anche le lacune superando ogni ostacolo. Ed è il Cimap a toccare il tempo e a fare pressione sulla Provincia chiedendo chiarezza e interventi mirati e urgenti. “Dovrebbe adoperarsi incisivamente nei confronti di quelle amministrazioni comunali inadempienti all’obbligo di legge, affinché si compia il percorso di ripubblicizzazione del servizio e si completino i subentri alle gestioni illegittime ancora in essere. Lo diciamo apertamente nell’interesse dei cittadini e di quei lavoratori del settore che esigono da troppi mesi delle risposte certe sul proprio futuro”.

La verità è che la situazione in merito alla gestione unitaria del servizio idrico nell’Imperiese è ancora troppo confusa. Si sa che tra Rivieracqua e il sindaco di Imperia Carlo Capacci i rapporti sono tutt’altro che tranquilli. Ci sono stati scambi di lettere anche importanti. Ma quello che oggi il Cimap chiede è di conoscere lo stato attuale e futuro della gestione del servizio idrico integrato. Il collettivo che da ormai sette anni “lotta” per una gestione pubblica del servizio idrico segue con attenzione queste vicende che, se non risolte, avranno delle ripercussioni nelle bollette dei cittadini.  “Siamo certi tuttavia che in futuro  una gestione pubblica con il solo obbligo di pareggio dei bilancio dovrebbe abbassare i prezzi delle tariffe”, questo è quanto auspicano dal coordinamento.

“Oltretutto anche i ricorsi che i Comuni hanno presentano – concludono – alla fine peseranno sulle tasche dei cittadini e le spese legali saranno quindi a carico di tutti”.