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Ventimiglia, i residenti di piazza Battisti ricevuti dal Sindaco: “Clandestini nel centro sotto casa” foto

Dall'incontro di ieri, sarebbe emersa un'altra verità: "Il campo è ormai permanente"

Ventimiglia. Non si rassegnano i residenti di piazza Cesare Battisti, impegnati nella difficile battaglia per chiedere la chiusura del centro di accoglienza per migranti allestito sotto le loro abitazioni.
Ieri pomeriggio, sei condomini sono stati ricevuti dal Sindaco Enrico Ioculano. “Dal colloquio è emerso che si sta svuotando il Campo dai richiedenti asilo (trasferendoli in strutture specializzate) per potervi immettere i clandestini che affollano la piazza della stazione”. Questa la principale preoccupazione dei residenti che, oltre a non vedere risposta positiva alla loro richiesta, ora temono che la situazione torni a non essere regolamentata: dopo gli attentati di Parigi del novembre scorso, infatti, per accedere al centro di accoglienza era necessario farsi identificare. Sarà ancora così?

Inoltre, sempre dall’incontro di ieri, sarebbe emersa un’altra verità: “Il campo è ormai permanente”, scrivono i condomini nella lettera protocollata questa mattina in comune, “Per sopperire alle situazioni di emergenza che periodicamente si verificheranno”.

Ai cittadini è stata mostrata la relazione dell’ASL che determina la compatibilità delle strutture del campo di accoglienza per un massimo di settanta persone: “Limite, questo, ampiamente superato”, denunciano i residenti che, in questi mesi, parlano di un’affluenza che avrebbe toccato picchi di 350 ospiti all’interno del centro. “Il Sindaco ci ha risposto che non può farci nulla, trattandosi di una responsabilità a carico del Prefetto”.

Silvio Perrone, portavoce dei condomini di piazza Battisti, ha chiesto nuovamente di “conoscere i motivi del mancato trasferimento del Campo al Parco Roja. A questa mia richiesta il Sindaco ha risposto che la scelta sarebbe stata dannosa per la città perché avrebbe attirato molti più profughi e la struttura sarebbe diventata permanente”.

“Allora è meglio lasciarla a casa mia nel centro cittadino?”, si domanda Perrone, che chiede di “intraprendere ogni possibile iniziativa per porre fine a questo abuso”.

 

 

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