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Vallecrosia. Il nuovo sistema di parcheggi fa infuriare i cittadini: il Consigliere Cristian Quesada prepara la sua battaglia

Non ci stanno, i residenti della "città della famiglia" a dover pagare un abbonamento "per poi non essere nemmeno sicuri di dover parcheggiare"

Vallecrosia. Non ci stanno, i residenti della “città della famiglia” a dover pagare un abbonamento “per poi non essere nemmeno sicuri di dover parcheggiare”. Il nuovo sistema di parcheggio “misto”, con zone a disco orario e abbonamento, non piace per niente ai cittadini. Per questo il Consigliere di Opposizione Cristian Quesada ha dato il via ad una raccolta firme che, in poche ore, ha raccolto il consenso di quasi trecento persone. “Ma siamo solo all’inizio”, dice.

Il Consigliere, oltre alle firme, si sta muovendo anche per altre vie, ben più incisive: “Farò ricorso contro l’ordinanza sindacale”. I motivi di questa presa di posizione sono molteplici e vanno dalle semplici considerazioni a vere e proprie constatazioni.

“Innanzitutto non capisco come si possa chiedere di pagare per un parcheggio che, poi, non è nemmeno garantito. I posti messi a disposizione per chi sottoscriverà l’abbonamento sono 500. E se a farlo fossero in 700? Non è materialmente possibile che tutti trovino un parcheggio”.

“Via San Vincenzo, via Giovanni XXIII e via Don Bosco sono sempre state carenti di posti auto”, dichiara il Consigliere, “Ora il problema non si è risolto e in più i residenti devono pure pagare”.

Oltre a questo, Quesada sottolinea come “per i cittadini questa sia una tassa imposta che non piace a nessuno, tanto che le persone sono piuttosto arrabbiate, per non dire altro. Residenti che fino a due giorni fa parcheggiavano gratuitamente, ora sono costrette a pagare per stare a casa loro. E’ assurdo”.

“Non capisco, inoltre”, aggiunge il Consigliere, “Il motivo per cui si debba pagare l’abbonamento in un’unica soluzione o meglio, in due rate da 60 euro o in una da 120 (Le tariffe sono quelle riservate a residenti e commercianti, n.d.a.). Se l’abbonamento costa 10 euro al mese, perché non posso farlo per un mese e basta e poi, al massimo, rinnovarlo?”.

Ma oltre a quelle che restano comunque semplici considerazioni e che, quindi, possono essere lette come diverse vedute politiche tra Maggioranza e Opposizione, il Consigliere Quesada porta alla luce aspetti concreti, legati a quelle che sono normative di legge.
“Il nuovo sistema di parcheggi è entrato in vigore con un’ordinanza sindacale”, spiega, “Ma non è il Sindaco a dover firmare un documento del genere bensì il comandante della Polizia Municipale. Quando si parla di viabilità, infatti, il Sindaco può emettere un’ordinanza solo ed esclusivamente nel caso in cui si venga a creare un intralcio alla pubblica viabilità, al decoro urbano e alla pubblica decenza: lo dice la legge”.

Un’altra difformità riscontrata dal Consigliere, è quella in violazione al Codice della Strada “che non prevede la possibilità di istituire un’area di parcheggi che sia zona a tempo e insieme ad abbonamento”. Insomma il parcheggio può essere gratuito e regolamentato da disco orario oppure a pagamento: le due cose, insieme, non possono convivere.

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