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Vallecrosia, addio al Freespot: domani festa di saluto al quartiere

Dopo la "pressione mediatica", scrivono gli attivisti facenti parte dell'associazione, "I proprietari non vogliono rinnovare il regolare contratto"

Vallecrosia. Finirà domenica 15 maggio l’esperienza dell’associazione di solidarietà e mutuo-aiuto Freespot presso i locali di via don Bosco, al civico 68.
Dopo la “pressione mediatica”, scrivono gli attivisti facenti parte dell’associazione, “I proprietari non vogliono rinnovare il regolare contratto. Siamo costretti a chiudere questa sede, non l’esperienza”.

Il Freespot, a cui erano legati gruppi di giovani vicini alla rete “no borders”, è salito agli onori della cronaca dopo che i Consiglieri di Opposizione Veronica Russo, Cristian Quesada e Fabio Perri avevano presentato un’interrogazione urgente durante il Consiglio Comunale del 5 aprile scorso, segnalando “una situazione preoccupante”.
La presenza del locale, stando alle accuse lanciate dalla Minoranza, aveva portato in città alcuni problemi legati alla gestione dello stesso. In particolare, nell’interrogazione si parlava di occupazione abusiva di suolo pubblico, con “alcuni personaggi che bivaccano sul marciapiede, bevendo, mangiando e impedendo il regolare passaggio delle persone”, problemi igienici, di sicurezza e mancanza di decoro.

Il 23 aprile, a seguito di un esposto presentato per questioni igienico sanitarie, la Questura aveva messo in atto l’ispezione del locale. Quel giorno erano presenti polizia, carabinieri, vigili del fuoco e ASL.

Inaugurato il 6 febbraio, il locale sarà aperto ancora domani e poi chiuderà. Per salutare tutte le persone che, in questi pochi mesi, si sono avvicinate all’associazione Freespot, gli attivisti hanno organizzato una “festa”: un “momento di convivialità con musica e cibo per salutare tutte le persone solidali del quartiere”.

Qual era lo scopo del Freespot? Quali le attività portate avanti? A spiegarlo, in una lunga lettera di addio, è l’associazione stessa: “La nostra proposta è semplice: stare insieme con chiunque avesse la voglia di conoscersi, per costruire alternative alla paura ed alla solitudine, cercando di dare una mano a chi è più vulnerabile. Per questo abbiamo proposto momenti di incontro con la proiezione di filmati e presentazioni di libri; lezioni di italiano e merende collettive; abbiamo costruito un freeshop di vestiti per chiunque ne possa aver bisogno. Abbiamo costruito un luogo che fosse aperto a chi avesse voglia di parlare e confrontarsi con storie di vita differenti e con persone che vengono anche da lontano ma, alla fine, desiderano qualcosa di semplice: vivere una vita dignitosa”.

“Viene attribuito valore ad un telefono nuovo”, scrivono gli attivisti, “Ma non alla capacità degli esseri umani di essere più solidali, di non essere ostili, di non trattare gli altri come nemici. Troppo spesso lasciamo che sia la paura indotta da telegiornali, politicanti e media a guidare le nostre coscienze. Una paura che dipinge tutto in modo virtuale come un videogame violento: guerra, terrorismo, furti, violenza. Ci induce ad avere timore dei più deboli, degli oppressi e non ci fa pensare e interrogare intorno a chi e cosa produce ed è responsabile di guerre e soprusi. Le nostre vite peggiorano ma preferiamo credere a qualche imbonitore che seduto sulla propria comoda poltrona ci dice che la vita da nababbi alle nostre spalle la fanno quattro profughi, che è nella guerra tra poveri che sfogheremo la frustrazione che ci generano affitti, bollette, disoccupazione e precarietà”.

“In questi mesi abbiamo imparato che la disponibilità e la solidarietà sono più forti dell’odio e del sospetto: esperienze di aggregazione come questa non possono finire, ma solo trasformarsi e re-inventarsi in nuove forme.
Perciò, anche se si chiuderanno le porte di questo Freespot, ci apriamo a tutti voi”, concludono, “A voi che ci avete portato casse di cibo e sacchi di vestiti, che avete passato del tempo con noi, con un sorriso e curiosità. Ci apriamo a voi commercianti che ci avete permesso di raccogliere il pane e la focaccia avanzati, per condividerli con chi non ha un pasto da giorni. A voi studenti che avete seguito le lezioni di italiano, spinti dalla voglia di comunicare sempre meglio con la gente. Ci apriamo a tutti i condomini che ci hanno dato più di una mano, tenendo aperto il Freespot insieme a noi e aiutandoci nelle pulizie quotidiane. Ci apriamo per il nostro ultimo giorno assieme in questa strada: sabato 14 maggio siete tutte e tutti invitati ad un pomeriggio di festa e allegria al parcheggio di via Don Bosco!”.

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