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Tre nuovi consorziati a Ponente: Terra Leggiadra, Frantoio Paolo Pellegrino e Monaci Templari foto

Si allarga la famiglia dei consorziati a Ponente ed a Levante

Liguria. Si allarga la famiglia dei consorziati a Ponente ed a Levante. Il percorso conoscitivo inizia in Provincia di Imperia con tre aziende. Ecco dunque “Terra Leggiadra” di Gianni Bianchi e Franca Devia. Base a Lucinasco, in un territorio di grande eccellenza olivicola in valle Impero, entroterra di Imperia Oneglia.

Il volto di Terra Leggiadra si riassume nel sorriso coinvolgente di Gianni Bianchi, che afferma: “il nostro progetto nasce in relazione all’entusiasmo ed alla passione per la nostra terra, con 3 ettari e mezzo di oliveto e con l’obiettivo preciso di produrre olio di alta qualità ed altre specialità di eccellenza alimentari della Riviera Ligure. Il nostro è un impegno per la salvaguardia del territorio e le generazioni future. È responsabilità”.

Ben radicata, considerando terreni gestiti come Le Caselle, Campettu, Cianelli, notissime da secoli per esposizione e produzione. Con quelle caselle che erano un tempo riparo dei pastori transumanti, ad un tempo concimatori e manutentori del suolo degli oliveti. E una dedica che tutto un programma nel nome dell’azienda, mutuato dai versi di Cardarelli in “Liguria”: È la Liguria terra leggiadra / Il sasso ardente, l’argilla pulita /s’avvivano di pampini al sole / È gigante l’ulivo.

A fianco di Lucinasco, si presenta il frantoio di Paolo Pellegrino. Occhi attenti, gesti misurati, lavoro continuo e solido. I Pellegrino sono basati a Ville San Sebastiano, nel comune di Borgomaro. Il Maro, parte alta della valle Impero, si materializza nella passione per l’olivo. Si parte da Domenico Pellegrino. Era un costruttore edile, erede di una lunga tradizione locale.

Basti pensare a quello che si fa con le pietre in Liguria: miglia di chilometri di muri a secco, senza cemento. Domenico acquista oliveti nella seconda metà dell’Ottocento e li divide tra i suoi sei figli. Da uno di questi nasce Paolo, fondatore dell’azienda in quanto grande appassionato di molitura delle olive. Passione che diventa impegno con l’acquisto di un piccolo frantoio tradizionale con molazze in pietra. Si lavora ovviamente l’oliva taggiasca, con impegno e competenza.

Una quarantina d’anni addietro, nasce il nuovo stabilimento, che dagli anni Novanta del XX secolo possiede tanto il frantoio tradizionale quanto quello a ciclo continuo. L’obiettivo è quello di produrre sempre un olio extravergine di qualità ed è quindi ovvia la produzione di DOP Riviera Ligure-Riviera dei Fiori, fruttato leggero, dolce, caratteristico e spiccato.

Il gruppo dei nuovi consorziati si consolida nell’estremo Ponente Ligure con l’azienda Monaci Templari di Emanuela Rebaudengo. Un sorriso tenero e discreto, quello di Emanuela, contrappunto per l’entusiasmo trascinante di Flavio Gorni.

Seborga un luogo notissimo alla cronaca in quanto è stata “dimenticata” da tutti i trattati internazionali di pace e di fatto dovrebbe aver mantenuto la sua indipendenza, quale principato collegato al Monastero di Lérins. La vicenda storica è complessa ed affascinante e i Cistercensi delle isole di Lérins, di fronte a Cannes, hanno ispirato anche l’azione protettiva dei Monaci Templari, presenti sia in Terrasanta che nella non lontana Ventimiglia.

Sono storie che affondano nella tradizione locale e in un’occupazione del territorio agricolo che pare infinita. L’azienda gestisce un agriturismo, ha una fattoria didattica, produce leccornie alimentari con un impeccabile servizio di cucina. Gli oliveti di proprietà profittano ancora di una sorgente che sembra essere stata sfruttata fin dall’età romana se non dai primi tempi agricoli locali.

Emozione, anche perché conoscere gli olivi di Emanuela e Flavio è come conoscere persone. Lì gli olivi hanno un nome. Come l’olivo delle Anime, vicino alla sorgente, legato probabilmente ad un lascito per i suffragio alle Anime del Purgatorio. Quando l’olio extravergine d’oliva vuol dire salvezza ultraterrena.

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