Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Teatro Impertinente, il progetto Scuola Libera va alla radice foto

Le relazioni nel gruppo

Imperia. Il bullismo è un fenomeno complesso, che non è causa dei malesseri dei ragazzi, ma è effetto degli stessi: si tratta quindi non di un problema da risolvere, ma di un fenomeno da prevenire.

Il Teatro Impertinente è rappresentato in questo progetto da Emanuele Morandi, mentre la psicologa Tecla Magliano rappresenta la Cooperativa Sociale Onlus Hesperos. Assieme hanno condotto e sviluppato ancora il progetto che sta prendendo sempre più piede nelle scuole della provincia: “Scuola libera”, che quest’anno si è concluso con buoni risultati presso la scuola secondaria di primo grado di Pontedassio G. Natta.

Le emozioni, gli affetti e i sentimenti sono il costante sottofondo delle nostre esperienze quotidiane. Spesso i ragazzi, in una fase delicata della loro vita come quella adolescenziale, vivono situazioni ed esperienze che condizionano il loro agire quotidiano e spesso non hanno spazi in cui esprimere le loro emozioni, che vengono così contenute finendo per esplodere in contesti e modi non appropriati.

La finalità di questo progetto è quella di creare nella scuola un contesto che consenta ai ragazzi di avere uno spazio in cui condividere i propri sentimenti e metterli in relazione con quelli degli altri, di imparare a gestire le proprie emozioni e di lavorare per migliorare le relazioni all’interno del gruppo classe.

Quali passi fare?

Lavorando con i ragazzi è importantissima l’osservazione delle dinamiche del gruppo. Agire è fondamentale e può avvenire solo attraverso la comprensione di ogni parte in causa, ed il tipo di malessere che porta al comportamento di “bullo”, “complice” o “vittima”.

Inizialmente si propone di analizzare e mettere in discussione il concetto di BULLISMO, attraverso un percorso teatrale che consenta ai ragazzi di trovare nella dimensione del gioco stimoli e motivazioni per comprendere e apprendere tale fenomeno, mettendo se stessi in ciò che si fa.

Teatralizzare i conflitti consente di mettere in relazione sistemi di vita generalmente separati, come l’immaginario e il reale, il corpo e la mente, la norma e la trasgressione, l’inconscio e la razionalità, dando agli individui la possibilità di rimettersi in discussione e di superare un problema che coinvolge non il singolo, ma il gruppo.

In questo percorso l’obiettivo si raggiunge attraverso l’associazione di pratiche pedagogiche e organizzative del laboratorio insieme al sistema di laboratorio teatrale/performativo per ragazzi, in uno svolgimento di giochi e di esercizi secondo un programma fluido e flessibile.

La sezione dedicata all’integrazione, interna alle problematiche dello stesso gruppo “classe”, dovrebbe permettere di affrontare tutti i problemi tipici della pre-adolescenza e dell’adolescenza, accompagnando il gruppo in un percorso che punta a lavorare sui propri limiti corporei e percettivi, e sul concetto di cambiamento.

Lo spazio del teatro consente che il percorso sia svolto con semplicità, in uno spazio protetto e non giudicante, aperto a qualunque forma di ricerca, sperimentazione e riflessione. Dove è possibile ritrovarsi o fare finta che i ruoli di “bullo”, “complice” o “vittima” siano mescolati. E magari scoprire che è possibile uscirne, ritrovando un proprio equilibrio e le qualità positive delle persone che stanno dietro tali etichette.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.