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Sono tutti a Ventimiglia, i quattro ragazzi spariti giovedì

Prima di essere riaccompagnati a casa, i giovani sono stati ascoltati dalla Polizia

Ventimiglia. Ha lo sguardo finalmente sereno, Manal Ibn Haqqi, la mamma di Othmane Bounher, uno dei quattro ragazzi, tra cui tre minorenni, scomparsi da casa lo scorso giovedì.
Ora che ha ritrovato suo figlio, sano e salvo, non riesce più a staccargli gli occhi di dosso e con le mani cerca ed accarezza quel ragazzo che, per lei, resterà sempre il suo bambino.

Othmane e Alin, 16enne di origini romene, sono stati ritrovati a Genova, nella zona tra la stazione Principe e l’acquario. Erik (16 anni) e Ketani Abdelfatah, unico maggiorenne del gruppo, erano già stati portati a casa. I due sono stati riconosciuti da una donna mentre si trovavano nei pressi della stazione ferroviaria di Savona. La Polfer, ricevuta la segnalazione, si è subito occupata dei giovani, portandoli al sicuro.

Appena tornati a Ventimiglia, però, sono stati caricati su una volante della Polizia e una dei Carabinieri alla volta di Genova. Con loro c’erano le famiglie dei due ragazzi ancora scomparsi. Sono stati loro a guidare gli inquirenti alla ricerca di Othmane e Alin.

E ora, Manal parla con un filo di voce, dolcissima. Si rivolge al suo Othmane e gli racconta di tutto quello che gli amici hanno fatto per ritrovarlo: “Hai visto quanto ti vogliono bene questi ragazzi?“, dice al figlio. Per contribuire alle ricerche, i compagni della III C del Liceo Scientifico Aprosio, hanno tappezzato le strade di volantini. Uno di questi lo ha in mano il fratellino di Alin, un angioletto biondo. Il bimbo sorride e corre verso l’amico del fratello: “Tieni è per te”, gli dice, “L’ho trovato io”.

“Finalmente è finita”, dichiara Manal con un sospiro, “Un’altra notte così non l’avrei sopportata”. “Non farlo mai più”, si raccomanda, “Pensa al tuo futuro, pensa a chi ti vuole bene, pensa alla tua mamma”.

Stanchi e ancora confusi, i ragazzi dovranno chiarire alle famiglie i motivi che li hanno spinti ad allontanarsi da casa, lasciando i loro genitori nella disperazione. Domani mattina, a tornare in commissariato sarà Ketani Abdelfatah: essendo maggiorenne, dovrà spiegare lui agli inquirenti cosa sia successo.

Perché lo hanno fatto? Dove volevano andare? Dove sono stati tutti questi giorni? Queste e altre le domande a cui, per ora, mancano ancora le risposte.
L’importante, però, è che Othmane, Alin, Erik e Abedelfatah siano finalmente a casa. Lontani da ogni pericolo e vicini a chi vuole loro bene.

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