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Sinistra Italiana di Ventimiglia: “Riaprire il centro di accoglienza presso l’ex Parco Roia”

"Il Partito Democratico, si svegli dal torpore e dal suo modo di fare politica, da prima repubblica e assuma una posizione credibile"

Ventimiglia. “La scorsa settimana l’On. Stefano Quaranta, in visita nella Città di Confine a nome di Sinistra Italiana, ha verificato di persona la situazione de facto, a seguito della visita del Ministro Alfano e della chiusura del centro di accoglienza della stazione e soprattutto dopo quelle che oggi, per ammissione dello stesso Sindaco e del Partito Democratico, possiamo, oltre ogni ragionevole dubbio, considerare dichiarazioni fuorvianti della realtà da parte dello stesso Ministro.

Come Sinistra Italiana – scrivono Corrado Ramella e Giuseppe Picchianti di Sinistra Italiana Ventimiglia - abbiamo deciso di incontrare, prima di tutti, il Sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, e le associazioni impegnate nell’emergenza e abbiamo  potuto constatare l’aggravarsi progressivo della situazione e  dell’emergenza “migranti”. Sinistra Italiana ha denunciato pubblicamente e anche in sede parlamentare la realtà dei fatti di questa città. I toni trionfalistici del dopo visita dell’On. Alfano, oggi si scontrano con la realtà dei fatti e soprattutto con le conseguenze della chiusura del centro dietro la stazione. Sotto questo aspetto , la richiesta di Sinistra Italiana è che venga attivata quanto prima la riapertura del centro di accoglienza presso l’ex Parco Roia. Si riuscirebbe in questo modo a far fronte nuovamente all’emergenza e sarebbe una buona soluzione per ristabilire un vivere civile e dignitoso per migranti e cittadini.

Sinistra italiana nel respingere con decisione  le strumentalizzazioni della destra, constata che la decisione con cui il gruppo consiliare del Partito Democratico, i rappresentanti locali e Ioculano stesso hanno optato per l’autosospensione , se pur apprezzabile come forma di pressione nei confronti del Governo, rivela chiaramente le contraddizioni in cui si dibatte il Pd nazionale e locale. Il PD nazionale, stretto nell’alleanza con Alfano, si dimostra ondivago e inconcludente sul tema immigrazione; incapace di trovare una linea chiara che tenga insieme gestione dell’emergenza umanitaria e soluzioni concrete. Nell’intento di perseverare con un’azione governativa fatta di spot e indulgente verso i richiami all’ordine e alla chiusura della destra, si dimostra sordo ed indifferente al grido d’allarme che i suoi stessi rappresentanti locali hanno sollevato e incapace di trovare vere soluzioni.  La grave situazione di stallo in cui versa Ventimiglia è emblematica dei risultati delle politiche d’accoglienza e di gestione dei flussi migratori, targati Renzi – Alfano: liaison governativa, che il Partito Democratico nazionale rafforza e quello locale subisce.

Come Sinistra Italiana abbiamo offerto tutto il nostro impegno politico e tutta l’attenzione necessaria sul tema: abbiamo incontrato tutti gli attori di questa vicenda, ieri abbiamo posto la questione direttamente al Ministro competente, tramite un’interpellanza parlamentare.
Alla luce anche di questa grave vicenda riteniamo esaurito il tempo in cui il PD offre la propria mano ad Alfano e ai suoi tour elettorali in giro per l’Italia: adesso è il tempo delle scelte. Crediamo alla solitudine del Sindaco Ioculano e della sua Giunta, solitudine in cui è stato lasciato dal suo partito (a livello nazionale e regionale) e da parte delle Istituzioni preposte, dalle quali invece dovrebbe venire maggior collaborazione e comprensione. Vogliamo sottolineare, come Sinistra Italiana, che qui si parla di persone, di uomini, di donne e di bambini (moltissimi non accompagnati) e non di pacchi numerati da trasportare sui charter delle Poste Italiane.

Il Partito Democratico, si svegli dal torpore e dal suo modo di fare politica, da prima repubblica e assuma una posizione credibile, ora più che mai improcrastinabile, sia in sede europea sia a livello nazionale, concorrendo ad una politica di apertura dei corridoi umanitari e a cambiare le politiche nazionali ma soprattutto europee sull’immigrazione, aprendo così il ricorso alla cooperazione internazionale e soprattutto declinando nei territori serie politiche di accoglienza e di gestione delle emergenze umanitarie.”

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