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Sgravi contributivi, aziende della Riviera nel mirino del Ministero del lavoro

Anche l'Agenzia delle Entrate sta spulciando i dati a caccia di denaro percepito irregolarmente

Imperia. Ministero del Lavoro e Agenzia delle Entrate stanno passando ai raggi X le aziende, anche nell’Imperiese, che hanno usufruito indebitamente di una montagna di soldi derivanti da sgravi contributivi e che ora dovranno restituire le cifre percepite. Nel mirino i documenti di assunzione dello scorso anno e presto anche quelli del 2016. Ad essere interessati sono diversi settori: da quello agricolo a quello edilizio, ma anche il lavoro domestico e le piccole aziende di servizi..Secondo quanto stabilito dall’istituto di previdenza, le aziende scoperte non usufruiranno più dello sgravio e pagheranno la contribuzione intera dal momento del controllo.

Un’attiviità di vigilanza documentale effettuata anche con l’incrocio tra i dati delle le banche, dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate. Tutto questo dopo che sono emerse anche delle criticità ovvero aziende (non nell’Imperiese ndr) che hanno truccato le carte per usufruire dei generosi bonus stanziati da Renzi per il 2015.

Un nuovo capitolo nella casistica dei cosiddetti “furbetti del Jobs Act. Uno dei primi episodi risale al giugno dell’anno scorso quando la Cgil Emilia Romagna aveva denunciato alcune aziende della regione che avrebbero licenziato ialcuni lavoratori per riassumerli con il contratto “Jobs Act” e incassare lo sgravio previsto dal governo: 8.060 euro a testa, all’anno e per i prossimi tre anni. Si presume che i soldi risparmiati dalle aziende non siano andati per nuovi investimenti, ma siano serviti per allargare il margine di guadagno alle spalle del contribuente.

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