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Sanremo, l’appello 2.0 di Chicca Dedali: “Oltrepassate la porta della Pigna, anche solo 100 m per scoprire un luogo meraviglioso”

Il nuovo appuntamento della rubrica dedicata ai gruppi Facebook realizzata da Riviera24 in collaborazione alla DCT – Dianoia Consulting

Sanremo. Fortificazioni medievali e carruggi intrecciati. Piccoli cortili, passaggi coperti, scalinate e archi. Casupole abbarbicate sulla collina come il susseguirsi di anelli concentrici. E’ la Pigna, quella “graziosissima cittadina costruita sopra un pan di zucchero”, fondata intorno all’anno Mille ; la Sanremo del passato che oggi rivive anche su Facebook grazie al gruppo “Pigna Mon Amour – Sanremo Vecchia”.

Riviera24 - Chicca Dedali, Pigna Mon Amour

Il gruppo – spiega l’amministratore Chicca Dedali – è stato creato circa un paio di anni fa in supporto alle azioni di “Pigna Mon Amour”, l’associazione di promozione sociale nata nel 2007 e che opera nel quartiere della Sanremo Vecchia. Dato che Facebook iniziava a prendere sempre più piede nell’ambito della comunicazione, e dato che l’associazione, avente tra i suoi primi obiettivi quello di condurre i sanremesi alla riscoperta del borgo antico, è solita organizzare eventi, abbiamo deciso di usare questo canale di informazione per promuoverne le attività. In particolare modo quelle realizzate nel periodo estivo capaci di richiamare un pubblico ampio e dedicate a manifestazioni di natura artistica, musicale e partecipativa.

Proiezioni serali di film all’aperto, visite guidate, mostre d’arte, concerti di musica classica, lirica, etnica e fusion e ancora mercatini vintage e di prodotti locali. Innumerevoli attività che nel corso degli anni sono andate a colorare i luoghi simbolo della Pigna, riscoprendoli. Da Palazzo Nota, la chiesa e le Rivolte di San Sebastiano, a piazza dei Dolori e piazza Capitolo; dalle cattedrali di Santa Brigida, San Giuseppe e San Costanzo ai Giardini Regina Elena e il Santuario della Madonna della Costa.

Il gruppo – prosegue la Dedali – si è voluto ambiziosamente caratterizzare come una comunità di promozione. E non solo degli eventi realizzati dall’associazione o dei tesori della Pigna, ma anche del nostro sentire nei confronti del quartiere, di quella sorta di operare politico inteso come affezione nei confronti della polis. Con la pubblicazione di foto e video in diretta, abbiamo cercato e continuiamo a cercar di comunicare che nella Pigna si può andare, che non è una zona pericolosa. Prima del nostro arrivo l’informazione a riguardo era unicamente negativa. Googlando apparivano solo articoli di nera o di degrado che non abbracciavano in toto la realtà. Con il nostro operato abbiamo cercato di spingere l’impressione comune un po’ più in là. Abbiamo cercato di stimolare cittadini e non ad andare oltre la porta, a percorrere almeno 100 metri, perché dopo quelli si apre un contesto completamente diverso rispetto a quello che vuole la Pigna un luogo malfamato, abitato da soggetti sporchi che sputano in terra.

Combattere dunque quella disinformazione che fa cronaca, cronaca tanto nera da ostacolare, mettendo in soggezione, suscitando paura, l’avventurarsi per i carruggi non solo dei turisti ma anche dei sanremesi stessi, soprattutto di quelli più piccoli; di quegli studenti che al termine di visite guidate, con il compito di svolgere un tema, possono anche scrivere, come ci legge l’amministratrice: “… con la scuola siamo andati in visita nella Pigna. All’inizio ero spaventata. E’ una zona malfamata abitata da brutte persone. Ero molto agitata ma dopo ho scoperto un luogo bellissimo che mi ha emozionato…”

Lo scritto di questa studentessa – conclude la Dedali –, è per me e per tutti i miei compagni – tra cui gli altri amministratori (Francesca Rossotti, Pasquale Berrica, Carlo Terzo, Zoe Vincenti, Mariangela Tria, Cristina Fiore, Pina Cioffi e Cristina Ferrea), i membri più attivi (Mariangela Tria, Laura Fiore, Ersilia Ferrante, Lerry, Giancarlo Forte, Mammone) e soprattutto il Presidente dell’associazione Giuseppe Ferrea – un premio che ti riempie il cuore. Un riconoscimento che sommato ai tanti altri pervenuti – dalla signora Agata di via Palma che si mette il bel vestito per partecipare agli eventi alle visite sempre più appassionate di Francesco Guccini, Sergio Staino –, diventa la conferma che insieme si può fare, che forse il mondo può essere cambiato, e che quello stesso cambiamento può anche arrivare dal basso.

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