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La Cna “interroga” i cinque sfidanti di Diano Marina foto

Riflessioni su sviluppo del territorio, welfare e imposte locali

Diano Marina. Campagna elettorale alle battute finali che vede sfidarsi cinque candidati alla successione di Giacomo Chiappori (pure lui si è candidato). Un’occasione importante anche per la Cna che ha posto tre domande ai candidati. I risultati sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa con imprenditori e dirigenti della Associazione che rappresenta più di 1500 imprenditori, 2000 pensionati, quasi 800 cittadini soci.

Sulla burocrazia e imposte locali ad esempio emerge che da una recente indagine condotta dal Centro studi CNA le imprese della provincia di Imperia lavorano quasi otto mesi all’anno solo per pagare le imposte. L’Imu sugli immobili aziendali, non deducibile al 100%, le tariffe sui servizi come i rifiuti, colpevole anche della doppia imposizione su quelli speciali, che incide in modo pesante sulla liquidità delle aziende, la tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli ed un peso della burocrazia ormai insostenibile mettono in predicato la
capacità di produrre reddito e riducono quella di investimento e creazione
di occupazione.

La Cna allora ha posto l’accento su quelli che saranno gli interventi prioritari che ritiene serviranno alla città e che si impegna a realizzare per rendere più equo il peso delle imposte locali e soprattutto possibile una più rapida ripresa economica. Ma non manca anche una riflessione sullo sviluppo territoriale che secondo un’analisi di Cna può contare su molteplici ed importanti potenzialità. E allora ci si domanda quali interventi per la valorizzazione delle risorse ambientali, dei prodotti tipici locali, dei beni culturali, del patrimonio edilizio ritiene di mettere in atto per promuovere la città rendendola più attrattiva? Anche sul Welfare, altro tema caldo, imprenditori, cittadini e famiglie necessitano di interventi volti alla promozione di un sistema concretamente supportato a fronte di un allungamento della prospettiva di vita e di una crisi economica che ha eroso il loro potere di acquisto di servizi. Ai candidati sindaci allora è stato chiesto come intendono sostenere concretamente lo sviluppo di un sistema sociale che risponda con efficacia ed efficienza ai bisogni delle persone e possa rappresentare, magari, la base per la creazione di un modello di Welfare in cui pubblico, privato e terzo settore collaborino.

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