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La cipolla egiziana “ligure” seduce i ricercatori russi foto

I bulbi coltivati a Camporosso sono stati consegnati a San Pietroburgo ad Alexander Lazarev

Camporosso. La cipolla egiziana coltivata nell’estremo ponente ligure sbarca in Russia, per uno studio sul DNA e una ricerca sui fattori che hanno contribuito alla sua diffusione e coltivazione. L’ Allium cepa viviparum chiamata volgarmente cipolla egiziana, cipolla multilivello, cipolla che cammina o come ultimamente definita dai ricercatori russi “cipolla ligure” geneticamente nasce dall’incrocio tra l’Allium cepa e l’Allium fistolosum ( cipolla invernale ) e per secoli è stata una delle cipolle maggiormente coltivate nei nostri terreni, in particolare nell’estremo ponente ligure da Ventimiglia a Sanremo.

In questi giorni i bulbi della cipolla ligure sono stati consegnati direttamente a Alexander Lazarev, PhD in Biological sciences, Senior Researcher of the Laboratory of Microbiological Plant Protection, VIZR All-Russian Institute of Plant Protection, e a Valentina Kokoreva, PhD in Agricultural sciences, ex direttore scientifico del gruppo GAVRISH e ricercatrice alla stazione sperimentale vegetale della MTAA di Mosca, in un interesse nato dall’intenzione di poter analizzare le piante coltivate in Liguria e capire se è avvenuta o meno una modificazione delle varietà presenti in Russia, se si tratta di una varietà più antica, o addirittura una nuova varietà.

“In Russia la cipolla egiziana è una delle cipolle tradizionali negli orti e viene coltivata da oltre un secolo. Fino alla metà degli anni 80 ha rappresentato anche un importante fonte di alimentazione per l’esercito con una produzione annua di oltre 30 tonnellate l`anno destinata alla flotta sottomarina sovietica - ha spiegato il Dottor Lazarez - veniva coltivata e consumata per la quantità di vitamina C due volte superiore rispetto alle altre cipolle e per la presenza importante di vitamine del gruppo B, PP e carotene.

Una cipolla che ha potenti proprietà antibatteriche, e molto utile in malattie del sistema respiratorio, intestinali e per chi soffre di carenze vitaminiche. Importante anche la resa di questa cipolla , con una produzione di bulbi aerei di oltre 1 kg a metro quadro e di foglie destinate all’alimentazione intorno ai 3/5 kg”.

“Promuovere la biodiversità – interviene Marco Damele, R&B Agricoltura - rappresenta un importante tassello di crescita, un regalo per le nuove generazioni ed è quello che in questi mesi portiamo avanti in tutta Italia grazie al progetto della condivisione della Cipolla Egiziana.

Continuando giornalmente a ricevere centinaia di richieste per la coltivazione di questo bulbo e avendo condiviso migliaia di future piante in tutta Italia, la nostra iniziativa intende promuovere una capillare azione di sensibilizzazione della cultura del cibo, del valore della biodiversità e della sovranità alimentare, come unica risorsa fondamentale per salvaguardare il nostro territorio e risollevare dal basso, dalle piccole azioni quotidiane il futuro dell’agricoltura”.

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