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Imperia, Marco Antei: “Io gay censurato nelle scuole della provincia”

Il Presidente di M.I.A. Arcigay racconta le discriminazione degli istituti scolastici e la loro insensibilità per l'omobullisimo

Imperia. “Io gay censurato nelle scuole della provincia“. A pochi giorni dall’approvazione della legge sulle Unioni Civili, nella “Giornata mondiale contro l’omofobia”, il sanremese Marco Antei racconta di un fatto che testimonia quanto il riconoscimento dell’uguaglianza di tutti gli individui sia un traguardo ancora da raggiungere.

Antei, Presidente di M.I.A. Arcigay Imperia, da anni si batte per tutelare e promuovere i diritti civili di gay, lesbiche, bisessuali e transgender, attraverso incontri e dialoghi con la società. Lui, omosessuale e sposato con un uomo con cui vive a Nizza, che pur non avendo mai subito “gravi” discriminazioni e avendo sempre vissuto in clima di tolleranza, qualche settimana fa ha trovato ostacoli nel portare avanti la sua causa nelle scuole della provincia di Imperia.

Ci hanno impedito – dichiara –, di parlare ai ragazzi dell’omosessualità. Ci hanno accusato di voler diffondere la “Teoria del gender”, ovvero quell’ideologia secondo la quale il nostro intento nascondeva un progetto predefinito mirante alla distruzione della famiglia e della società fondate su un presunto ordine naturale. Ma al di là di queste fandonie, noi volevamo semplicemente aiutare e proteggere i ragazzi. Quegli studenti ogni giorno bersaglio di discriminazioni, magari perché effeminati, magari perché mascoline; vittime di quella nuova piaga sociale che si chiama omobullismo.

Un progetto nobile quello di Antei e della sua associazione, rivolto ai giovani per educarli alla tolleranza, per spingerli a superare stereotipi, chiusure mentali, pregiudizi nei confronti dell’altro, e soprattutto per prevenire quei disagi latenti e silenziosi di cui soffrono molti studenti omosessuali. Un progetto che tuttavia, discriminatoriamente, non ha visto la luce.

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