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Spaccate a Porto Maurizio: “Rubavo per fame”, ha confessato il fabbro di Imperia

Si è giustificato così: "Rubavo per fame e perché senza lavoro"

Imperia. “Sono senza lavoro ed avevo bisogno di procurami cibo e denaro per vivere”. Ha confessato il fabbro di 33 anni autore di una serie di spaccate commesse due notti fa a Porto Maurizio.  L’uomo, da ieri mattina, era in stato di fermo in Questura. La squadra mobile lo ha interrogato ed è emerso che ha commesso in solitario i colpi negli esercizi commerciali portorini: bar, panificio e negozi di alimentari. Per lui è scattata una denuncia a piede libero. A coordinare l’attività investigativa è stato il pm Marco Zocco.

L’artigiano è un personaggio già noto alle forze dell’ordine, ma la cosa più importante è che con il suo fermo è stato possibile mettere un freno ad una situazione che aveva destato particolare allarme sociale. Gli agenti coordinati dal dottor Giuseppe Lodeserto avevano già intrapreso nei suoi confronti una mirata attività di monitoraggio e parallelamente ieri mattina la volante hanno fermato l’uomo dopo aver compiuto i colpi in un bar alla Pensilina di via Matteotti e in un negozio di alimentari in via San Maurizio, proprio sotto la questura di piazza Duomo. Dagli elementi di indagine è stato accertato che l’artigiano aveva commesso una raffica di furti anche ai danni del Caffè del Duomo di via Strafforello, alla ferramenta Donati di via Cascione, al ristorante La Ruota di Borgo Foce, al bar Amnesia di via Mazzini e al bar Del Corso di corso Garibaldi.

Qui aveva sottratto  oltre ad un televisore, il denaro contenuto in cassa e prodotti alimentari come pesce fresco, ma anche carne e birra. Tutta la refurtiva era custodita in un appartamento di Porto Maurizio già riconsegnata ai legittimi proprietari. Ma l’attività di indagine ha anche permesso di accertare che il trentaduenne aveva fallito due colpi al bar I sognatori di Borgo Foce e alla pizzeria Porto Vecchio al Parasio.

 

 

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