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Imperia come Pontevedra, una città liberata dalle auto e sempre più a misura d’uomo

Il sindaco del paese spagnolo premiato con il pregiatissimo riconoscimento di eccellenza urbana del Center for Active Design a New York

Imperia. Immaginate per un attimo di uscire di casa e non dover sentire il rumore delle auto, dei clacson, e di potere respirare un’aria leggera, pulita. Così, ogni giorno. Se per alcuni potrebbe sembrare un sogno stare lontano dai rumori e dall’inquinamento, per altri è la quotidianità. A Pontevedra, una città della Spagna con circa 83 mila abitanti, è la prassi da quindici anni.

La stessa cosa si vorrebbe fare ora a Imperia, iniziando da via Cascione, la strada più importante di Porto Maurizio. Non tutti sono contrari alla decisione del sindaco Capacci e della sua giunta. Come ad esempio Marco Pastorino, imperiese, che ha studio al politecnico di Torino. Lui, come altri mille e più imperiesi, ha votato a favore del processo di “liberazione dalle auto” nel cuore di Porto. ” Io sono un sostenitore e firmatario della petizione a favore della pedonalizzazione. Con me ci sono altri mille e più cittadini che l’hanno firmata – dice apertamente –  Mi chiedo, c’è modo di far sentire ancora una volta la nostra voce o dobbiamo soccombere a questa tiritera legale, scatenata per motivi che, secondo me, esulano dal merito della questione? Il peggior scenario possibile, lo sappiamo bene tutti guardando le varie incompiute, è quello di cantieri aperti e poi interrotti per lungo termine: è questo che vuole ottenere quella parte di commercianti a scapito di noi cittadini che abbiamo espresso apertamente il nostro parere? Dobbiamo impedirlo, dobbiamo fare uscire questa querelle dall’ambito politico e riportarla sul terreno della logica”.

Pastorino e gli altri imperiesi che hanno firmato a favore della pedonalizzazione di via Cascione probabilmente farebbero un monumento al sindaco e medico di Pontevedra Miguel Anxo Fernandez Lores che, eletto nel 1999, ha da subito dichiarato guerra alle 27 mila auto che transitavano ogni giorno per la piazza centrale della città.

pontevedra

Scelta che ha pagato, visto che il sindaco è già al suo quinto mandato e la città ha ricevuto il premio europeo Intermodes nel 2013 per la qualità urbana e il “Metrominuto”; nel 2014, il premio internazionale “Onu-Habitat” per la qualità urbana e le politica per l’accessibilità e, nel 2015, il premio internazionale di eccellenza urbana del Center for Active Design a New York.

Non ultimo per i suoi cittadini e visitatori, il sindaco spagnolo ha messo a disposizione due strumenti: “Metrominuto”, una app scaricabile sullo smartphone che permette di calcolare i tempi di percorrenza (a piedi, naturalmente) da un posto all’altro della città, e “Pasominuto”, venti itinerari in città con tanto di numero di passi e calorie bruciate per percorrere le distanze.

Non ultimo: a Pontevedra il traffico è diminuito del 90% nel centro della città, il 70% degli spostamenti avviene a piedi o in bicicletta e l’inquinamento è calato del 65% mentre il numero degli incidenti è passato dai 1.203 del 2000 ai 484 del 2014. In questa città restituita ai cittadini-pedoni, il commercio locale prospera, il centro è stato completamente riqualificato, scomparsi i marciapiedi le strade non hanno più barriere ma si sono moltiplicati gli spazi verdi e le aree di gioco per i bambini che possono correre liberamente.

“Noi vorremmo fare la stessa cosa – sottolinea il sindaco Carlo Capacci - Ma difficile farlo capire a quelle persone che oggi remano contro un’operazione che siamo certi avrà importanti ricadute sulla città, anche dal punto di vista economico. Chi vive in posti dove i polmoni sono messi a dure prova, sa cosa significa. E pensare che a Pontevedra tutto è iniziato quindici anni fa, e noi a cosa pensavamo?”.

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