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Il report di Ispra: pesticidi nel 64% delle acque dolci. E in Liguria?

Nelle acque superficiali è stata rinvenuta una sola sostanza: 1,2 dicloretano

Cresce la percentuale di pesticidi nelle acque: +20% in quelle superficiali, +10% in quelle sotterranee. Lo afferma l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) nell’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque.

L’Istituto ha analizzato la situazione regione per regione, basandosi su dati raccolti nel 2013 e nel 2014. All’appello mancano i dati di Calabria e Molise, mentre risultano totalmente incompleti quelli inviati da altre regioni: Basilicata, Campagna e Puglia.

E la Liguria? Con i suoi 13 punti di prelievo delle acque superficiali e 209 di quelle sotterranee, la rete di monitoraggio risulta essere superiore alla media nazionale. Ma c’è una pecca: vengono cercate solo 21 sostanze. Un numero, dice l’Ispra, “sensibilmente inferiore alla media nazionale, inadeguato a rappresentare uno stato realistico di contaminazione”.

Nelle acque superficiali è stata rinvenuta una sola sostanza: 1,2 dicloretano. Si tratta di un alogenuro alchilico che, nella scheda dei Dati di Sicurezza (secondo le direttive 91/155/CEE) può provocare il cancro, è facilmente infiammabile, nocivo se ingerito, irritante per gli occhi le vie respiratorie e la pelle.

Nelle acque sotterranee, invece, non è stata riscontrata la presenza di pesticidi. Questo, però, non significa che fiumi e laghi liguri ne siano privi: “I dati forniti non sono adeguati a rappresentare il reale impatto dei pesticidi nella Regione”, scrive l’Ispra, “E il risultato non consente di esprimere un giudizio sullo stato di qualità delle acque”.

 

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