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Il progetto d’interni: comunicare e creare

La definizione di spazio assume oggi una “visione” non più legata ad una vetusta coerenza progettuale quanto alla libertà espressiva risultato di scelte personali in accordo e commistione con chi queste scelte attua indagando i gusti e lo stile delle persone che fruiranno dell'ambiente

La massificazione, le mode, la globalizzazione, spingono il pensiero verso un urgenza data dalla necessità di non sentirsi “duplicati seriali” andando alla ricerca di una unicità del proprio luogo di vita. Unicità che attraverso la complessità di pensiero che interviene in un progetto d’interni capace di delineare contrasto, armonia, ricchezza e semplicità portano il progettista e la persona o le persone interessate ad una commistione di pensiero psicologico che lega e unisce il desiderio di creatività delle persone coinvolte alla capacità di lettura ed espressione del progettista.

La creatività è un potente motore presente in ognuno di noi, ci aiuta nella vita di tutti i giorni per arginare le problematiche della vita e se incanalata nella giusta direzione e affidata nell’idea di progetto ad una persona che sa ascoltare, osservare, leggere e trascrivere nella forza del progetto la commistione creativa il risultato sarà per forza di cose straordinario. E’ faticoso è vero, ma è necessario affinchè si rifugga dalla standardizzazione della moda, la spersonalizzazione dell’abitare che silente ci viene imposta dal nostro tempo. Lo scrivo sovente, si possono prendere spunti, emozioni e idee da luoghi, persone, cose, riviste e ambienti che si frequentano, ma ricordiamo sempre che ogni luogo ha una sua storia, una sua particolare dinamica, una vita propria che si interseca con la nostra psicologia e porta a risultati differenti da quelli aspettati, perchè vissuti non in qualità di “abitanti” del luogo ma di semplici spettatori. Risultati spesso accomunati dal segno negativo.

L’influenza degli interni, del loro arredo, colore, luce e materia agisce sullo stato d’animo di chi questi luoghi vive, dialogando con ogni dettaglio, con oggetti carichi di significato metaforico e storia, con il pezzo di design emozionante accanto all’ultimo ritrovato tecnologico in un dialogo ormai non più inedito, tra oggetti e persone, confermando quanto il linguaggio legato allo stile sia oltremodo vicino alla multisensorialità che i dettagli sanno trasmettere in una commistione sempre più psicologica. La casa è il contenitore della nostra vita, è un richiamo costante al nostro passato, è stimolo verso il futuro.

Quante volte da adulti, tornando nella casa dove si è cresciuti ne sentiamo gli odori, ne percepiamo le vibrazioni, ne siamo coinvolti emotivamente. La casa è un momento importante, che deve far riflettere nelle scelte e nell’idea. La casa, l’interno abitativo quasi contrapposto all’esterno sociale, diventa un equilibrio importante per la nostra vita, per la nostra psicologia. Nella “nostra” casa ricerchiamo emozioni, stabilità, profumi conosciuti e ri-conosciuti, intimità che ci porta a vivere in modo unico, senza eguali, senza mode e senza verità indiscusse, perchè le verità indiscusse sull’abitare non esistono, la casa è e deve essere semplicemente come noi stessi: unici e irrepetibili.

Paolo Tonelli

www.paolotonelli.com

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