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I partigiani della provincia di Imperia contro il ministro Boschi, “Compatti sulla linea del no”

"L'Anpi non si spezzerà e ognuno è libero di fare la propria scelta."

Imperia. Le parole del ministro Boschi? “Nel merito non vedo gaffe. Quella dell’Anpi e’ una posizione del tutto legittima e al suo interno alcuni hanno scelto, quelli che hanno fatto la Resistenza, di votare si’. All’interno dell’Anpi qualcuno votera’ si’ e qualcuno votera’ no. Ci sono i veri
partigiani che voteranno si’ e quelli che voteranno no, e noi abbiamo rispetto per tutti i partigiani”. Queste le parole del premier Matteo Renzi e lo scontro tra Anpi e Governo sul referendum costituzionale prosegue e proprio per questo motivo abbiamo voluto contattare le associazioni di ex partigiani presenti qui in provincia di Imperia chiedendo loro un commento su questa presa di posizione.

Jacopo Colomba dell’Anpi di Ventimiglia ha detto: “Nel nostro direttivo ci sono sensibilità diverse, anche se i delegati provinciali dell’Anpi mantengono la linea del No. Noi dell’Anpi di Ventimiglia ci adeguiamo a quello deciso al congresso, c’è sicuramente libertà di voto ma la propaganda per il Si non va fatta sotto le insegne dell’Anpi.”

Giuseppe Franciosi dell’associazione Partigiani Val Prino è categorico: “Siamo contrari alla modifica della Costituzione. Faremo l’impossibile per far prevalere il voto del No. Noi non ci stiamo a questi giochetti per la distruzione di quanto ottenuto con la lotta al nazi-fascismo.”

Infine Amelia Narciso dell’Anpi di Sanremo: “Su questa questione il pensiero più bello è quello che un partigiano novantenne mi ha detto al telefono qualche giorno fa, perchè al contrario di quanto dice il ministro Boschi i partigiani veri sono attenti su quello che avviene nel nostro Paese. Ebbene questo partigiano mi ha detto “Io ho combattuto contro un dittatore, se vogliono posso ricominciare…” 

L’uscita del ministro – prosegue Narciso – è degna di un infantilismo e inesperienza culturale, è un tornare indietro alla storia. Purtroppo certi media non hanno parlato di quanto deciso al congresso dell’Anpi su questo tema, dove solo il 3% è favorevole alla riforma. L’Anpi non si spezzerà e ognuno è libero di fare la propria scelta.

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