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Fumata bianca sulle unioni civili: ecco cosa c’è da sapere sulla legge e le reazioni dal mondo politico locale

I commenti di Caboni (PSI), Longo (GD), Lombardi (FdI), Mannoni (PD) e Cortelli (MGP)

Sanremo. Le unioni civili sono legge, con 372 voti a favore l’Italia inizia ad essere al pari di altri stati europei per quanto riguarda la legislazione sui legami affettivi di persone dello stesso sesso e non solo.

“La legge sulle Unioni civili – scrive l’Ansa - introduce due istituti completamente diversi per le coppie omosessuali e per le coppie etero. Per le prime arrivano le unioni civili, per le quali ci sono una serie di diritti e doveri molto forti, che le avvicinano al matrimonio, tra cui la reversibilita’ della pensione ma non le adozioni; per le seconde nascono le convivenze, per le quali gli obblighi reciproci sono molto minori e mancano i principali diritti, come la reversibilita’.

Ecco i punti principali della legge nel prospetto riassuntivo dell’Ansa:

COSTITUZIONE dell’UNIONE CIVILE: come il matrimonio, l’unione civile si costituisce “di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni”. L’atto viene registrato “nell’archivio dello stato civile”.

COGNOME: le parti, “per la durata dell’unione civile, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte puo’ anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome”.

OBBLIGHI RECIPROCI: “dall’unione deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione”. Non c’e’ obbligo di fedelta’, come nel matrimonio. “Entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacita’ di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni”.

VITA FAMILIARE: “Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato”. Il comma ricalca le norme del diritto di famiglia.

REGIME PATRIMONIALE: il regime ordinario e’ la comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione patrimoniale.

PENSIONE, EREDITA’ E TFR: e’ la parte che danneggia maggiormente un eventuale figlio di uno dei due partner, che oggi sarebbe l’unico beneficiario della pensioni di reversibilita’, dell’eredita’ e del Tfr maturato dal genitore. Con la nuova legge la pensione di reversibilita’ e il Tfr maturato spettano al partner dell’unione. Per la successione valgono le norme in vigore per il matrimoni: al partner superstite va la “legittima”, cioe’ il 50%, e il restante va agli eventuali figli.

SCIOGLIMENTO: si applicano “in quanto compatibili” le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non sara’ obbligatorio, come nello scioglimento del matrimonio, il periodo di separazione.

ADOZIONI: le norme sulla stepchild adoption sono state stralciate. Nel maxi-emendamento e’ stata inserita una dicitura ultronea: “resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti”, che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali, per via giurisprudenziale, di concedere la stepchild adoption ai singoli casi concreti.

CONVIVENZE DI FATTO: sono quelle tra “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinita’ o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”.

ASSISTENZA IN CARCERE E OSPEDALE: i conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi nell’assistenza del partner in carcere e in ospedale.

DONAZIONE ORGANI: Ciascun convivente “puo’ designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacita’ di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; e in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalita’ di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

CASA: in caso di morte di uno dei partner, l’altro ha diritto di subentrare nel contratto di locazione. Se il deceduto e’ proprietario della casa, il convivente superstite ha diritto di continuare a vivere in quella abitazione tra i due e i cinque anni, a seconda della durata della convivenza. La convivenza di fatto e’ titolo, al pari del matrimonio, per essere inserito nelle graduatorie per le case popolari.

REGIME PATRIMONIALE: i conviventi “possono” sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, che puo’ prevedere la comunione dei beni.

ALIMENTI: in caso di cessazione della convivenza, “il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento”. Gli alimenti sono assegnati in proporzione alla durata della convivenza.

Ovviamente questa legge ha scatenato reazioni anche nel mondo politico locale. Secondo Riccardo Caboni del PSI intemelio è “Una buona legge ma incompleta. Abbiamo colmato parzialmente un gap dopo 30 anni, quando il PSI con Agata Alma Cappiello aveva presentato un disegno di legge in merito. I socialisti – prosegue Caboni – presenteranno un ddl per le adozioni affinché ci siano pari diritti per tutti e sul decreto Cirinnà siamo soddisfatti ma non completamente però.”

Per Matteo Longo segretario provinciale dei GD: “L’undici Maggio è stata una bellissima giornata per tutto il paese, dopo circa trent’anni ci siamo finalmente dotati di una regolamentazione sui diritti e doveri delle coppie omosessuali. Bisogna riconoscere che è stato fatto un enorme salto in avanti ed è stato colmato un enorme vuoto legislativo che l’Italia aveva con alcuni dei paesi dell’Unione Europea. C’è da dire che questa non è una legge perfetta e si sarebbe potuto fare di più, ma questo non è stato possibile a causa delle condizione politiche dell’attuale parlamento le quali hanno portato comunque a questo ottimo risultato. Anche noi Giovani Democratici della provincia di Imperia abbiamo cercato di portare il nostro contributo incontrando a Settembre la senatrice Cirinnà insieme alle associazioni che da anni si battono per il riconoscimento delle coppie omosessuali. Questo è da considerarsi solo l’inizio di un lungo percorso per il quale continueremo a batterci, con la fiducia che a questo provvedimento ne facciano seguito altri.

E “Le segreterie provinciali del Partito Democratico e dei Giovani Democratici esprimono forte apprezzamento per l’azione portata avanti
dal Parlamento sul tema dei diritti civili.

Con l’approvazione della legge sulle Unioni Civili l’Italia ha compiuto un passo avanti decisivo, che la mette allo stesso livello dei paesi più avanzati su tali tematiche. “Viviamo finalmente un periodo – evidenzia il segretario provinciale del PD Pietro Mannoni – in cui la politica non è vuota promessa e le riforme diventano realtà grazie alla ferma determinazione del nostro partito. La legge appena approvata è uno dei numerosi tasselli di un percorso di cambiamento sempre più evidente e profondo.”

Dal fronte dell’opposizione il capogruppo in consiglio comunale a Sanremo di Fratelli d’Italia-AN Luca Lombardi ha detto: “Ad una prima lettura denoto che non è stata accantonata del tutto la step child adoption, una legge dove si vuole negare il diritto di avere una madre e un padre. C’è questa idea – prosegue Lombardi – di voler creare un “simil-matrimonio”: è chiaro che personalmente non sono contrario a riconoscere i diritti delle persone ma questo è un ddl che dà un colpo mortale alla famiglia tradizionale oltre a predisporre la pratica dell’utero in affitto assai lesiva della dignità della donna.” E infine: “Sulla reversibilità è curioso, l’Inps e il governo dicono che i soldi ci sono ma per le famiglie italiane tradizionali, spesso in difficoltà, i soldi non ci sono mai.”

Lorenzo Cortelli segretario provinciale del Movimento dei Giovani Padani della Lega Nord ha evidenziato: “Sono soddisfatto che il parlamento abbia stralciato la step child adoption ma critico invece il modo in cui è stato affrontato il ddl Cirinnà. Il governo è in difficoltà, tant’è che sull’approvazione è stata posta la fiducia per ricompattare una maggioranza disomogenea e rissosa. Ben altra cosa – prosegue l’esponente del Carroccio – rimane l’istituto del matrimonio il quale mi auguro possa continuare ad essere considerato tale quando viene contratto da un uomo e una donna. Essendo la mia attività politica ispirata alla cultura liberale, penso che la libertà di un individuo è quanto più maggiore, quanto è minore il margine di interferenza dello stato sulle questioni private.”

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