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Banca del Tempo di Sanremo 2.0, sogno o realtà? foto

In quanto istituzione del Comune viviamo a freno tirato

Sanremo.  Quasi 130 soci e nel cassetto un mare di idee per progetti a costo zero. “Al giorno d’oggi la nostra è una struttura molto utile sul territorio. Peccato che, in quanto istituzione del Comune, sia frenata da una serie di lacci amministrativi”. A fare il punto è Yuri Frau, Coordinatore tecnico, fino al 2017, della Banca del Tempo di Sanremo, realtà cittadina che, a differenza delle altre in Italia, sta vivendo con le mani legate proprio perché, in quanto sotto giurisdizione comunale, non può annoverarsi come “Associazione di Promozione Sociale”. Una limitazione che non permette alcuna decisione autonoma, ne tantomeno Codice Fiscale, iscrizione all’Agenzia delle Entrate, diritto al 5 x mille o altre donazioni.

La richiesta di attenzione, magari con incontri trimestrali ‘diretti’ con il dirigente o con l’Assessore alle Politiche Sociali per fare il punto della situazione adesso è perciò esigenza quanto mai sentita, perché stare al palo mentre le stesse altre realtà nazionali sono avanti anni luce fa male.  E d’ora in poi incontri in questo senso ci saranno: l’Assessore Costanza Pireri anche in questa occasione conferma, come d’altronde è sempre stato, la sua massima disponibilità per incontri che portino a progettualità benefiche per tutto il comprensorio.

E di che parlare ce n’è da vendere: “In questo mese sarebbe dovuto partire il progetto di accorpamento con le scuole, che permetterebbe agli studenti  di realizzare il loro monte ore ma, essendo vincolati dal Comune, siamo impossibilitati ad alcune particolari registrazioni perciò se ne riparlerà a settembre. Vorremmo abbassare la fascia di età dei soci aumentando l’interesse di ogni cittadino che qui potrebbe trovare un ambiente polifunzionale.

Ambiremmo poi a diventare una Banca del Tempo 2.0 così da diminuire al massimo l’utilizzo della carta e vorremmo realizzare  corsi on line collegandoci ad altre Banche del tempo d’Italia. Ma qui al Palafiori non abbiamo wi fi.  E poi mi piacerebbe realizzare l’Uber per i soci delle Banche del Tempo, ovvero scambio ore tra Banche del Tempo di altre città, in sostanza fare rete capillare in tutta Italia. Anzi, in questo senso potremmo essere davvero l’apripista di un progetto nazionale, col risultato di garantire al Comune un’incredibile vetrina mediatica e per noi la possibilità allargarci in visibilità anche su altri territori”.

Inutile sottolineare che Yuri Frau qui ci sta mettendo testa e cuore perché i corsi di pianoforte, di informatica e alfabetizzazione digitale, di lingue straniere e i mercatini non bastano. Anche con nuovo logo la Banca del Tempo aspira a promuovere non solo stessa ma anche lo splendido contesto cittadino in cui vive, dai suoi monti al mare passando per la Pigna, il Casinò e la ciclabile. L’effetto wow… questo serve alla Banca del Tempo e alla città tutta.

Secondo Frau “sganciarsi dall’Istituzione pubblica per divenire finalmente Associazione di Promozione sociale è dunque un passo obbligato per trovare indipendenza e autonomia. Ma senza pensare drasticamente, la volontà comune di ascolto e dialogo sarebbe già positivo”.

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