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Artisti del Ponente Ligure a Torino per difendere un patrimonio dell’Umanità

Durante l'inaugurazione di una mostra collettiva all'interno della Cavallerizza

Liguria di Ponente. Avete presente il posto nel quale siete nati e al quale siete legati emotivamente? Avete presente quell’edificio importante, importante per voi e importante dal punto di vista architettonico, culturale e artistico e che fa parte della storia della vostra città? Avete presente quando chi comanda abbandona quel luogo, lo lascia cadere a pezzi e poi cerca di venderlo al miglior offerente per farci un parcheggio o un centro commerciale?

E’ esattamente quello che sta succedendo a Torino in questi ultimi anni.

La Cavallerizza Reale è un complesso costruito tra il 1600 e il 1800 con funzioni burocratiche e come sede dell’Accademia Militare e fa parte di quelle “Residenze Sabaude” dichiarate patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Comprata dal Comune di Torino è stata utilizzata come teatro e polo culturale, per poi essere abbandonata; ora che è fatiscente il Comune sta cercando di venderla per utilizzi privati e speculativi.

I cittadini si sono opposti. Hanno occupato il complesso e lo hanno fatto rinascere come centro culturale, artistico e di aggregazione per la cittadinanza.

Oggi, Venerdì 13 Maggio, verrà inaugurata una mostra collettiva all’interno della Cavallerizza nella quale in 9 giorni di esposizioni, performance e conferenze, 200 artisti con le loro opere esprimeranno con gran forza il dissenso verso la triste sorte di questo bene comune.

Dalla Val Nervia arrivano per l’occasione gli artisti dell’ associazione Fohaus con una scultura-installazione intitolata “Maneggio”, da un progetto del maestro Aurelio Rezoagli di Apricale. L’opera realizzata dagli allievi Petra Humpert di Apricale, Elisa Raimondo e Edgar Vàzquez entrambi di Dolceacqua, vede protagoniste innumerevoli mani oscure e potenti che striscianti si impossessano della città.

A dare colore e voce alla scultura in legno, i taglienti graffiti del pittore ventimigliese Andrea Iorio, che in questi giorni espone in una personale a Badalucco.

“Sentivamo l’obbligo morale di dire la nostra contro questo delitto” – dicono Petra e Andrea.

“Ci sono voluti due mesi di duro lavoro per creare questo progetto e quando la mostra di Torino sarà terminata la nostra opera tornerà a Dolceacqua dove sarà visibile nella galleria di scultura nel palazzo ex-sede del comune” – continua Aurelio, molto soddisfatto del risultato.

L’opera sarà a Torino fino al 20 Maggio.

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