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Andrea Vaccaro, storia di un successo green: “Io, l’ambiente e le nuove professioni eco-sostenibili”

La green economy ha creato tante e innovative figure lavorative alle quali puntano in particolar modo i giovani

Sanremo. Negli ultimi anni la green economy, quella branca dell’economia legata a vario titolo all’ambiente, si è rivelata un efficiente catalizzatore di cambiamento e sostenibilità. Occupandosi di energie rinnovabili, riduzione dell’inquinamento e di tutte quelle attività riguardanti il riciclo e la salvaguardia del Pianeta, è andata rinnovando il rapporto tra città e territori, consumatori e aziende, e soprattutto ha aperto una strada verso la cosiddetta “riconversione verde dell’occupazione”.

Grazie ad essa infatti sono nate tante e innovative figure professionali alle quali puntano in particolar modo i giovani, anche in Riviera. E’ il caso del sanremese Andrea Vaccaro, 24 anni, laureato in Ingegneria Ambientale all’Università di Pavia, neoassunto presso l’azienda green numero uno in provincia di Imperia, Idroedil.

Al secondo anno del mio percorso di studi in ingegneria – racconta Andrea –, ho dovuto scegliere se intraprendere il ramo civile o ambientale. Senza esitare ho scelto quest’ultimo che mi ha permesso di svolgere un tirocinio didattico presso la grande azienda Sunchem. Qui ho avuto l’occasione di approfondire sia a livello pratico sia a livello teorico l’importante tema della sostenibilità. Ovvero, attraverso la mia figura atta a fornire dimostrazioni all’azienda certificatrice, in questo caso la Bureau Veritas di Monaco, ho imparato sul campo tutti quei processi volti a preservare e tutelare l’ambiente, le sue risorse naturali e il suo immenso patrimonio.

Contrariamente al trend nazionale per il quale il tasso di disoccupazione giovanile è in costante e continua crescita, la Sunchem ha offerto ad Andrea non solo la possibilità di ampliare il proprio background eco-culturale ma anche di continuare il suo tirocinio al di fuori dei termini accademici. Un incentivo alle sue capacità confluito in una lodatissima tesi di laurea e che lo scorso mese gli ha anche garantito l’assunzione presso la tabiese Idroedil.

Anche per la Idroedil – prosegue Andrea – svolgo il ruolo di “certificatore”. Parallelamente porto con me un complesso di idee volte al miglioramento delle tecnologie esistenti e incentrate sul concetto del “seme”. Ritengo infatti che per apportare un innovativo e permanente contributo all’ambiente è necessario partire dall’origine, dall’emissione sul mercato di prodotti non inquinanti, come ad esempio le già esistenti bottiglie biodegradabili, le auto elettriche o a biocarburante. Parliamo sempre di più di differenziata spinta, di riciclo e recupero, ma la vera “differenza” risiede nel lavorare sull’oggetto di partenza. Idee ancora allo stadio embrionale ma che senza la Sanchem, la Idroedil – in particolare Carlo Ghilardi – e soprattutto il professor Sergio Tommasini mai avrei potuto sviluppare. Grazie!

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