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ANCI Liguria sull’immigrazione: “Necessario un Piano nazionale specifico per Ventimiglia”

ANCI Liguria nel suo documento richiede nuove e diverse modalità di gestione dell’accoglienza sul territorio, proponendo misure immediate per evitare una nuova (falsa) emergenza profughi con danno sia per i cittadini sia per i migranti stessi

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Liguria. La delibera unanime dell’Assemblea Generale dei Sindaci Liguri e del Consiglio Direttivo di ANCI Liguria è stata fatta propria dalla Commissione Nazionale di ANCI per l’Immigrazione e le Politiche per l’Integrazione, che la presenterà al Governo.

ANCI Liguria nel suo documento richiede nuove e diverse modalità di gestione dell’accoglienza sul territorio, proponendo misure immediate per evitare una nuova (falsa) emergenza profughi con danno sia per i cittadini sia per i migranti stessi.

Necessario un Piano nazionale specifico per “Ventimiglia”, con protocolli operativi e risorse adeguate per fronteggiare i flussi in transito per il territorio di confine; da gennaio 2016 la Francia ha rimpatriato su Ventimiglia 3390 persone che si aggiungono ai flussi precedenti.

Si chiede che le Prefetture adottino sempre di più l’accoglienza diffusa facendo riferimento anche nei propri bandi alle modalità virtuose ampiamente sperimentate attraverso il progetto SPRAR; che si adoperino a ridurre le concentrazioni insostenibili; che attuino controllo e monitoraggio continuo non solo sui requisiti formali ma anche sulle modalità e la qualità dell’accoglienza, coinvolgendo i Comuni nelle Commissioni di controllo.

Tutte le posizioni di ANCI Liguria sono state presentate e accolte dalla Commissione Nazionale Immigrazione di ANCI che si è impegnata a rappresentarle al Governo sin dai prossimi imminenti tavoli di confronto.

Oggi, giovedì 5 maggio, infatti la Commissione Immigrazione e Politiche per l’integrazione di ANCI Nazionale, riunitasi a Roma, ha fatto propria la “Proposta di ANCI Liguria” per evitare che una nuova emergenza migranti si scateni sul territorio ligure e in Italia, vista la congiuntura internazionale e le incongrue posizioni di chiusura di alcuni Paesi vicini. ANCI Nazionale porterà la questione all’attenzione del Governo.

“Sulla base delle previsioni, l’emergenza non sarà in termini strettamente numerici, ma può diventare un’emergenza se si proseguirà con modalità di gestione insostenibili e improri scarichi reciprochi di responsabilità – ha dichiarato Paolo Pezzana, coordinatore per l’immigrazione di ANCI Liguria -, come è successo a Borzonasca e a Ventimiglia”.

“Sarà emergenza – secondo il coordinatore di ANCI Liguria – dove l’accoglienza non venga praticata in modo diffuso e con numeri piccoli, da gestori affidabili e controllati, soggetti non profit che facciano della qualità e dell’umanità i loro requisiti operativi piuttosto che speculatori d’occasione.”

Preso atto che l’accoglienza diffusa non è stata in questi anni praticata spontaneamente dalle Amministrazioni Comunali, che pochissimi sono i progetti SPRAR presentati dai Comuni Liguri al Ministero dell’Interno ( appartamenti disponibili non sono per questa ragione stati affittati), e tenendo conto del fatto che le Prefetture sono chiamate a gestire concretamente e continuamente l’accoglienza e la collocazione di esseri umani, ANCI Liguria, propone e richiede che:

  Le Prefetture liguri, nei loro bandi e nelle loro prassi, esortino gli enti gestori ad affittare a mercato alloggi da 6-10 persone in tutti i Comuni della Liguria, evitando concentrazioni superiori allo 0,2-0,4% della popolazione in ciascuno di loro;

  Le Prefetture si adoperino per ridurre quanto prima le concentrazioni insostenibili di profughi sui territori che oggi sono sovraccarichi (ad es. Borzonasca, dove non devono essere ospitati più di 10-15 profughi);

  La Commissione di controllo istituita dalle Prefetture con le altre autorità competenti, coinvolgendo anche ANCI e i Sindaci dei Comuni ove le strutture hanno sede, intervenga a controllare non solo i requisiti formali per l’accoglienza ma anche il rispetto dei requisiti di qualità e inclusione sociale previsti dai progetti approvati, imponendo sanzioni e la cessazione degli affidamenti a chi non risulti adempiente sotto tutti i profili;

  Si attivi quanto prima, di concerto tra tutti i livelli istituzionali, un “Piano per Ventimiglia”, che contenga protocolli operativi e risorse adeguate per fronteggiare i flussi in transito per il territorio di confine e gli eventuali picchi di presenze che si dovessero registrare, ivi comprese le situazioni di turbativa all’ordine pubblico generate da chi intorno ai migranti specula per proprie convenienze. Da inizio anno 2016 la Francia ha rimpatriato sulla città ligure 3390 migranti che si aggiungono alla situazione già critica precedente.

ANCI Liguria è convinta che mediante questo sistema le Prefetture Liguri potrebbero attivare, mediante gli Enti Gestori, in tempi brevissimi, oltre 500 nuovi posti di accoglienza in tutta la Liguria, ulteriormente ampliabili con il tempo.

In tal modo le strutture più grandi potrebbero essere limitate ad una accoglienza di prima necessità, propedeutica alla identificazione e allo smistamento, e potrebbero essere localizzate principalmente nei capoluoghi. Le strutture abnormi esistenti, come quelle di Borzonasca, vanno rapidamente smantellate e la ricollocazione effettuata in accoglienza diffusa.

“ANCI Liguria si impegna a promuovere ulteriormente la partecipazione dei Comuni al progetto SPRAR – ha concluso Pezzana - in modo che le Amministrazioni siano direttamente protagoniste dell’accoglienza sui loro territori e possano più immediatamente averne il controllo. ANCI Liguria, laddove lo SPRAR non venga attivato, ma si adotta un modello che prevede un rapporto diretto tra Prefettura ed Enti Gestori, è disponibile a offrire esperienza e collaborazione per monitorare e controllare costantemente la qualità di questi ultimi”.

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