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Sull’Autofiori in aumento il business dei “trafficanti di uomini”, alzato il livello di guardia

Il confine ventimigliese passaggio privilegiato per i migranti che sbarcano in Sicilia, Calabria e Puglia

Ventimiglia. In Riviera sono tornati i trafficanti di uomini in Riviera, i passeur ovvero i “traghettatori” dei clandestini. Ventimiglia è il confine in questo momento maggiormente utilizzato dai criminali che speculano sui “viaggi della speranza” di migliaia di profughi scampati alle guerre di mezzo mondo.

La “rotta”, da qualche tempo, si è spostata dalla “rotaia” alla “gomma”. Ed è per questo il livello di guardia dei controlli è diventato rosso dopo le ultime vicende accadute in autostrada. A Spotorno la polizia stradale ha fermato tre clandestini, tutti di nazionalità sudanese che camminavano lungo il viadotto Cravetto e che rischiavano di essere travolti da auto e camion in transito. Due vetture si sono anche tamponate proprio per evitare di investirli. Forse erano stati abbandonati da un camionista dopo aver notato le pattuglie alla barriera di Savona. Troppo pericoloso per l’autista essere scoperto dalle forze dell’ordine. E’ andata peggio infatti ad Hassani Youssouf, cittadino comoriano di 49 anni.  L‘uomo è stato arrestato durante un servizio di pattugliamento misto tra personale in abiti civili della Polizia di Frontiera di Ventimiglia e la sua omologa francese. I migranti, avvicinati nella zona dei giardini di Via Veneto, erano stati fatti salire su un’auto con targa francese parcheggiata in zona Roverino.

Gli uomini della polizia di frontiera hanno raggiunto e fermato l’auto poco prima che varcasse il confine di Stato. Al suo interno, oltre al conducente, è stata trovata una giovane donna comoriana, accovacciata e stretta tra i sedili posteriori e quelli anteriori. Altri tre cittadini comoriani tra i 25 e i 29 anni erano invece ammassati all’interno del portabagagli. Si tratta del quinto passeur comoriano ad essere fermato in meno di un mese nella città di confine. La Riviera di Ponente dunque viene utilizzata come “sponda” e “passaggio” privilegiato per i migranti che sbarcano in Sicilia, Calabria e Puglia da barconi e pescherecci. 

Non è certo una novità che la frontiera di Ventimiglia sia il crocevia della rotta Sud Italia-Francia e resto d’Europa. Il fenomeno dei trafficanti di uomini, fino a qualche mese fa, sembrava essere cessato dopo la difficile estate trascorsa nella città di confine che aveva messo a dura prova le forze dell’ordine impegnate a fermare l’emergenza clandestina.

Ma ora i passeur sono tornati di moda ed è per questo che la polizia stradale e la polizia di frontiera hanno deciso di intensificare i controlli. Verifiche ancor più minuzioso vengono effettuate sui Tir che si avvicinano al confine anche per controllare eventuali carichi di droga o merce illegale. E così Ventimiglia è tornata ad essere un punto di riferimento importante per i passeur che tentano di “scaricare” i migranti al di là del confine.

Tra l’altro l’efficienza della questura di Savona e Imperia nelle procedure di fotosegnalazione e di rilascio della dichiarazione di indigenza rappresenta un richiamo per i profughi. Efficienza che potrebbe aver spinto qualcuno ad approfittare aumentando i passaggi via Tir lungo l’Autofiori dove ora lo stato di allerta è massimo e i controlli ancor più rigorosi.

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