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Ventimiglia, sul caso Dimar l’intervento del Consigliere Iachino: “Bisogna cambiare indirizzo”

"La Giunta Ioculano manca di un progetto organico e realistico di rilancio dell'economia cittadina"

Ventimiglia. “La recentissima sentenza con cui il Tar della Liguria ha dato torto al Comune di Ventimiglia, annullandone i provvedimenti con cui negava la conversione ad uso commerciale di un capannone in Bevera richiesta dalla società Dimar, offre almeno tre spunti di riflessione”.

E’ il Consigliere di Opposizione, nonché presidente del gruppo “Progetto Ventimiglia”, Carlo Iachino, a prendere la parola sul “caso Dimar”.

“Innanzitutto - dice - la costituzione in giudizio della Coop Liguria “ad opponendum”, cioè in sostanza dalla parte del Comune, ripropone l’annosa questione di un atteggiamento di favore delle giunte del Pd nei confronti di quella società, a scapito di una concorrenza veramente libera, leale e ad armi pari”.

“Inoltre nelle motivazioni si legge come il Comune abbia sconfessato un incoraggiamento della libera concorrenza, che pure proviene da riforme promosse dagli ultimi governi, tutti a partecipazione o ad appoggio Pd”, aggiunge Iachino, “Come dire: in quel partito sembra davvero che a Roma si dica una cosa e in provincia se ne faccia un’altra”.

“Da ultimo il Tar giudica del tutto infondata la destinazione industriale dell’area e dell’edificio a ragione del diniego opposto dal Comune, visto che la legge stessa riconosce una deroga se il mercato non risponde. In sostanza: inutile insistere se non si trovano investitori, meglio cercare altre strade.
E ciò conferma quanto denunciamo da tempo come Progetto Ventimiglia: la Giunta Ioculano manca di un progetto organico e realistico di rilancio dell’economia cittadina; preferisce incaponirsi su una destinazione industriale per Bevera, che non interessa né agli imprenditori né ai consumatori (e proprio nei giorni scorsi il comitato di quartiere ha richiesto agli assessori Sciandra e Campagna uno sviluppo in senso commerciale della frazione), e al tempo stesso su di una commerciale per il Parco Roja, che invece, come diciamo da sempre, ben si presterebbe ad un utilizzo industriale ed anche logistico (si pensi ad esempio a emergenze come quella dei migranti come ripetutamente abbiamo richiesto nei giorni scorsi senza ricevere risposta dal Sindaco)”.

Conclude Iachino: “Bisogna cambiare indirizzo, sul serio, senza più attendere che la situazione precipiti”.

 

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