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Ventimiglia, sgominata banda di pusher dai carabinieri della Radiomobile del Tenente De Tommaso foto

Dieci giorni di indagini hanno visti impegnati i militari della Compagnia al comando del Maggiore Sanna

Ventimiglia. Dieci giorni di indagini e appostamenti per assicurare alla giustizia due pusher tunisini: scovato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile e Operativo un traffico di eroina in via Marco Emilio Basso.

È stata denominata “old house”, l’operazione portata avanti e conclusa con successo dal Tenente Giovanni De Tommaso e dai suoi uomini.
“Old house”: casa vecchia, diroccata. Tutti gli scambi illeciti, infatti, avvenivano in un casolare abbandonato nella zona dell’ex scalo merci. È qui che due tunisini, Chaalia Elyes (37 anni) e Cayrot Ronno (24 anni) servivano i loro clienti, rifornendoli di eroina.

Un traffico considerevole. Un giro d’affari di migliaia di euro, quello messo in piedi dai due connazionali, che avevano dato vita ad una vera e propria attività tanto illegale quanto redditizia. Non sapevano, però, che sulle loro tracce c’erano i carabinieri.

Le indagini sono iniziate non appena alcuni cittadini hanno lamentato uno strano via via nella zona dell’ex scalo merci: uomini, soprattutto extracomunitari, si recavano giornalmente nell’area. Un andirivieni sospetto che ha immediatamente allarmato i militari della Compagnia di Ventimiglia, al comando del Maggiore Giorgio Sanna.

E così, a scoprire il motivo del continuo via vai, è stato il Tenente De Tommaso, comandante della Radiomobile. Per dieci giorni, mattina, sera e notte, De Tommaso insieme ai suoi uomini ha monitorato l’area, pedinando i sospetti e osservando le loro mosse.

Colti con le mani nel sacco e con una sfilza di prove a loro carico, Chaalia Elyes e Cayrot Ronno sono stati così fermati dai carabinieri che li hanno tradotti in caserma.
Su di loro si è già espressa anche l’autorità giudiziaria: processati per direttissima, i due tunisini non potranno più dimorare nella provincia di Imperia.
Per il più giovane dei due, Cayrot Ronno, si sono inoltre aperte le porte del carcere: su di lui, infatti, pendeva un ordine di carcerazione per cumulo pena. Trascorrerà i prossimi anni nel carcere di Valle Armea.

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