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Ventimiglia, quando la diversità non fa paura: musulmani e cattolici dividono il pranzo a San Nicola fotogallery

Il parroco Padre Francesco Marcoaldi e l'imam Mohammed Babi avvicinano le loro comunità: "perché le differenze sono ricchezza"

Ventimiglia. E’ un’importante domenica di festa oggi. Due comunità, quella musulmana del centro culturale islamico e quella della parrocchia di San Nicola, si sono incontrate per un pranzo di pace.

In un clima internazionale sempre più teso, nel giorno in cui – tra l’altro – la città di confine ospita una conferenza di Magdi Cristiano Allam, giornalista e politico fortemente critico nei confronti dell’islam, nei locali sottostanti la chiesa di via Roma si festeggia l’incontro di due culture diverse, ma con tanti punti in comune.

“Siamo qui perché crediamo nella pace e nei diritti inviolabili di tutti gli uomini”, dicono i musulmani, “L’incontro tra le culture, nei secoli passati, è sempre stato motivo di progresso, nella scienza, nell’arte, nella filosofia. In tutto. Il problema, quindi, non sta nelle religioni, né nella diversità: il problema sta nelle persone”.

E soprattutto nelle politiche internazionali: “La guerra c’è dove ci sono interessi. Noi siamo per la pace, esattamente come i nostri fratelli cristiani. E siamo qui a testimoniarlo”.

Entusiasta Padre Francesco Marcoaldi, che racconta come sia nato l’incontro con i musulmani: “Il 27 dicembre scorso, sempre in questi locali, abbiamo organizzato una prima cena. C’erano oltre cento extracomunitari oltre a noi ed è stato davvero un bel momento di condivisione”.

“L’imam Mohammed Babi mi ha poi chiesto se avessimo avuto dei locali da potergli imprestare per tenere una scuola di arabo: i figli di chi vive qua sono tutti italiani e l’arabo lo sentono solo in casa, ma non sanno scriverlo né parlarlo molto bene”, racconta Padre Francesco, “Allora io ho risposto: guardate quanto spazio! Utilizzate questo”.

E così da gennaio una cinquantina di bambini e ragazzi di tutte le età si ritrovano la domenica mattina per studiare insieme, in grandi classi. “Abbiamo iniziato anche un corso per adulti”, dice sorridendo il parroco, “Ma alla fine ci siamo arresi tutti: l’arabo è davvero troppo difficile per noi. I bambini hanno una mente più elastica della nostra”.

“Oggi per ringraziarci di questo”, conclude Padre Francesco, “Hanno voluto cucinare per noi e siamo molto lieti di essere loro ospiti”.

Al pranzo avrebbe dovuto partecipare anche il Vescovo, Monsignor Antonio Suetta, “ma è impegnato con le visite pastorali”. Anche il Sindaco Enrico Ioculano, che aveva partecipato alla cena del 27 dicembre, non è potuto essere presente. Al suo posto, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, c’è il Consigliere Mauro Lazzaretti.

I fedeli di San Nicola, come hanno risposto a questa apertura nei confronti dei musulmani? Chiediamo in ultimo al parroco: “Tutti bene, eccetto una signora anziana che si è detta spaventata. Ha paura”, ricorda ridendo Padre Francesco, “L’ho invitata a non venire più in chiesa, se teme che possa saltare in aria. Io sono sicura che questo scambio cultura non possa che far bene a tutti”.

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