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Ventimiglia, i no borders sfamano i migranti. Compatta l’amministrazione: “Faremo valere l’ordinanza” foto

Per cercare di spiegare le proprie ragioni, venerdì scorso il Sindaco Enrico Ioculano ha incontrato gli attivisti

Ventimiglia. Nei giorni scorsi, a partire dal lunedì di pasquetta, sul lungomare e sulle spiagge della città di confine alcuni attivisti no borders hanno iniziato ad organizzare pranzi per i migranti. Il motivo? Una “risposta solidale” all’ordinanza firmata dal Sindaco Ioculano nel luglio scorso che vieta di portare cibo a chi arriva in stazione nella speranza di poter continuare il proprio viaggio. Chi non rispetta l’ordinanza viene multato e la sanzione è salata: 200,00 euro.

“Tutti i giorni e tutte le notti un centinaio di persone, bloccate alla frontiera di Menton Garavan, sono costrette a tornare alla stazione di Ventimiglia, dove a stomaco vuoto, dormono al freddo e aspettano di trovare una soluzione alla propria condizione”, scrivono i no borders sulla loro pagina Facebook e denunciano: “Il centro della Croce Rossa Italiana, prima centro di assistenza, è ora aperto solo per chi è disposto a farsi identificare e restare in Italia. Chi vuole proseguire il proprio viaggio è così criminalizzato ed è scoraggiata la spontanea solidarietà verso chi ha la “sola colpa” di non avere i documenti giusti”.

L’Amministrazione, però, non torna indietro: “L’ordinanza resta valida e faremo in modo di farla rispettare”. A spiegare le motivazioni della Maggioranza è il Consigliere Alessandro Ghirri: “Alla base dell’ordinanza ci sono soprattutto motivazioni igienico sanitarie. Non è stata firmata per cattiveria o menefreghismo nei confronti dei migranti, anzi”.

Per cercare di spiegare le proprie ragioni, venerdì scorso il Sindaco Enrico Ioculano ha incontrato gli attivisti: “Ho fatto loro un appello al buon senso”, dichiara, “Se vogliono davvero stare vicini ai migranti, dovrebbero aiutarli attraverso i canali presenti sul territorio, indirizzando i richiedenti asilo alle strutture idonee”. Non sembrerebbe, però, che i no borders abbiano deciso di accogliere l’appello dei sindaco.

Se i pranzi e le cene non autorizzate continueranno a verificarsi, al Comune non resterà altro da fare se non alzare il telefono per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine: “L’ordinanza c’è e va rispettata”. Questo resta un punto fermo.

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