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Ventimiglia, “abbattiamo le barriere”: l’iniziativa targata “Albintimilium” fotogallery

Soprattutto perché, di barriere (architettoniche e non solo), ce ne sono ancora tante. Troppe

Ventimiglia. Una giornata di solidarietà nei confronti delle persone diversamente abili che, quotidianamente, si ritrovano a dover affrontare diverse problematiche. “Abbattiamo le barriere“: questa la volontà espressa dalla neonata associazione Albintimilium, creata da un gruppo di amici che condividono la speranza di rendere la propria città più accogliente, ospitale, verde e civile.

Abbattiamo le barriere

Soprattutto perché, di barriere (architettoniche e non solo), ce ne sono ancora tante. Troppe. E non soltanto a Ventimiglia. Lo racconta ai nostri microfoni Daniela Mazzulla, una giovane diversamente abile che, dall’età di sette anni, a causa dell’artrite reumatoide che l’ha colpita quando aveva solo un anno e mezzo, è costretta a vivere su una carrozzina. “Ci sono un sacco di barriere architettoniche, ma le più difficili da abbattere sono quelle culturali”, racconta Daniela, “Le difficoltà sono ancora tante”. Daniela Mazzulla vive a Bordighera e, per lavoro, si sposta a Ventimiglia, dove ricopre il ruolo di segretaria per un’associazione che si occupa di ragazzi disabili. La donna è contenta del suo lavoro, un po’ meno della fruibilità della città, così come dei comuni limitrofi. Di spiagge pensate per i diversamente abili, per esempio, ce n’è solo una, a Vallecrosia: “Per il resto è impossibile”, dice, “A Ventimiglia, così come a Bordighera, le spiagge per noi mancano e così, quando vado al mare in queste città, chi mi accompagna deve fare una gran fatica”.

Tra i tanti diversamente abili che incontriamo in questa mattinata volta a sensibilizzare la cittadinanza sui problemi reali di tante persone, c’è anche Antonella Di Lernia, accompagnata dal marito, Alberto Paglicci. La coppia viene da Viterbo, dove “la situazione, per quanto riguarda le strade, è ancora peggiore”, dice.

“Le barriere architettoniche sono un problema grave, ma l’assistenza lo è ancora di più”, dichiara Alberto Paglicci, “A livello centrale e statale penso sia carente e molto deficitaria. Dato che l’assistenza personale ai disabili gravi e gravissimi è molto limitata a mio avviso, almeno dessero più soldi. Forse non tutti lo sanno, ma agli invalidi civili (anche al 100%) viene data una pensione di invalidità di 279 euro al mese. Una cifra che nel 2016 mi pare proprio una misera. L’indennità di accompagnamento che hanno poi solo gli invalidi al 100% e che hanno bisogno di assistenza continua è di 512 euro al mese. Non bastano nemmeno per pagare una badante”.

 

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