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Un esercito di almeno 300 docenti imperiesi chiedono il trasferimento

Potenziati i servizi alla Cisl di Imperia per aiutare gli insegnanti nella compilazione dei moduli on line

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Imperia. Il dato è approssimativo, ma si parla di circa 300 docenti che sono pronti a chiedere il trasferimento nell’Imperiese e di insegnanti che abitano fuori regione e che vorrebbero tornare a casa.

Dopo due mesi di attesa, si è finalmente sbloccata la procedura per la presentazione delle domande di trasferimento dei lavoratori della scuola: docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario possono presentare la domanda di mobilità on line. Ma non è così semplice ed ecco allora che molti insegnanti si rivolgono ai sindacati per essere aiutati nella compilazione dei moduli collegati al server del Miur che talvolta va in tilt. Gianni Garino, segretario della Cisl scuola di Imperia e Savona e i suoi collaboratori, hanno potenziati i servizi di assistenza per far fronte ad ogni “emergenza”. “Non c’è moltissimo tempo per presentare le domande – spiegano alla sede di di via Des Geneys, 8 a Imperia. La situazione di stallo che si protraeva dal 10 febbraio, cioè dal giorno in cui abbiamo siglato l’ipotesi di accordo con il Ministero si è sbloccata solo ora e solamente venerdì 8 aprile scorso è stato sottoscritto in via definitiva dal Miur il Contratto nazionale sulla mobilità di tutto il personale della scuola per l’anno scolastico 2016/2017. La lunga attesa è stata causata dalla necessità di un’autorizzazione da parte degli altri due Ministeri, quello della Funzione Pubblica e quello dell’Economia: conferma non scontata perché l’intesa di febbraio è stata il frutto di un accordo politico che modificava molti aspetti della legge ‘Buona Scuola’ da noi criticata. Pur con ritardo, comunque, i due Ministeri hanno approvato l’accordo ed è quello che auspicavamo”.

La novità migliorativa rispetto alla riforma della scuola è che tutto il personale già di ruolo potrà scegliere, come in passato, di trasferirsi in una specifica scuola e non essere costretto a scegliere un “ambito” territoriale. Anche per i nuovi assunti vengono introdotti alcuni vantaggi: questi lavoratori potranno cambiare provincia anche prima dei tre anni previsti dal momento dell’assunzione. Inoltre, i trasferimenti degli ultimi lavoratori assunti, non avendo alcuna garanzia di conferma nell’ambito della provincia scelta, saranno trattati prima degli altri nell’assegnazione definitiva: si tratta di una compensazione, un modo per colmare lo svantaggio stabilito dalla loro situazione di partenza, secondo quanto previsto dalla Buona Scuola.

La scadenza per la presentazione delle domande è, per alcuni lavoratori, già imminente: i docenti che partecipano alla fase A della mobilità, cioè quella provinciale, avranno tempo da oggi e fino al 23 aprile per presentare domanda.
Per chi è interessato alla mobilità interprovinciale, invece, i tempi sono più lunghi: i docenti delle fasi B, C e D possono inviare on line la richiesta dal 9 al 30 maggio, mentre il personale ATA dal 26 aprile al 16 maggio.
A fronte del previsto raddoppio delle domande rispetto agli anni passati, i tempi, dunque, sembrano essere più brevi del solito: per questo negli uffici dei sindacati, e non solo alla Cisl, si temono i black out che ogni anno rallentano questa fase delicata. E i sindacati hanno denunciato on forza le scadenze troppo ravvicinate previste dal Ministero per la presentazione della prima serie di domande per chi partecipa alla fase A provinciale (solo dall’11 al 23 aprile): Questo lasso di tempo troppo breve comporta il rischio concreto che il sistema non regga il flusso particolarmente intenso delle domande.

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