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Terremoto in Ecuador, la paura arriva anche a Sanremo e Camporosso fotogallery

La scossa ha colpito diverse regioni del paese ed ha messo in allarme anche la comunità che vive nella Riviera di Ponente

Sanremo/Camporosso. “Avevo paura che mia sorella fosse rimasta sepolta sotto le macerie. Non la trovavo, ero disperata. Poi sono riuscita a mettermi in contatto: si trovava in un centro commerciale con la mia nipotina. Non riusciva a tovare l’uscita con gente in preda al panico che urlava spaventava”. E’ il racconto di C.L.A., una ragazza dell’Ecuador che vive a Camporosso, rimasta incollata al telefono per avere notizie della famiglia dopo il violento terremoto di magnitudo 7,8 che ha colpito la zona costiera centrale dell’Ecuador, a circa 170 chilometri dalla capitale Quito provocando la morte di almeno un’ottantina di persone.

“Il proprietario per paura che i clienti rubassero la merce – racconta ancora la ragazza di Camporosso  – voleva chiudere tutti nel negozio mentre la situazione stava precipitando”. A Quito il sisma è stato sentito per circa 40 secondi e le persone hanno lasciato le case in preda al panico per scendere in strada

Anche Lillibeth Alvarado, che a Sanremo gestisce un ristorante tipico, si è messa in contatto con i familiari a Triunfo, altra località colpita dal sisma. “Ci sono stati danni, ma per fortuna i miei parenti stanno bene e la situazione è abbastanza tranquilla”.

Il servizio geologico degli Stati Uniti ha comunicato che il terremoto ha avuto il suo epicentro 27 chilometri a sud-est di Muisne, in una zona turistica di porti di pesca, a una profondita’ di 19 chilometri. Al momento i morti sono almeno 77, ha reso noto in un discorso radio-televisivo a reti unificate il vicepresidente ecuadoriano Jorge Glas. Disposto lo stato di emergenza in sei province del Paese.

“E’ davvero difficile trovare le parole per raccontare quello che è successo – racconta una sopravvissuta al sisma alla tv di Quito –  Noi ora stiamo bene a casa, ma le scosse continuano, nessuno dorme, abbiamo tanta paura ma non sappiamo cosa fare”.

Le autorità hanno invece escluso un’allerta tsunami, chiedendo tuttavia alla popolazioni di alcuni punti della costa di evacuare preventivamente di fronte a possibili mareggiate. Tutte le forze della sicurezza interna sono mobilitate.

“La televisione – raccontano ancora le due ragazze che vivono in Riviera – dice che iferiti sono oltre 500 e ci sono stati “danni strutturali”. La scossa, tra l’altro, ha colpito diverse regioni del paese ed è stato avvertito anche in alcune località della Colombia. In alcune aree ci sono problemi nelle comunicazioni e nella fornitura dell’energia elettrica”. Chiuso anche l’aeroporto di Manta a causa dei seri danni nella torre di controllo.

Il presidente dell’Ecuador Rafael Correa sta seguendo il terremoto che ha scosso il paese dal Vaticano, dove venerdì ha preso parte ad una conferenza della Pontificia Accademia delle Scienze sociali sull’enciclica “Centesimus Annus” di Giovanni Paolo II: “Le autorità sono nei posti di controllo, valutando i danni e intervenendo. Sto seguendo la situazione”, ha sottolineato un altro messaggio del presidente, precisando che rientrerà a Quito.

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