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Segretario Generale, Salvatore: “lo strano concetto di trasparenza del Governatore Toti”

M5S: "Toti oggi ha (non) risposto alla nostra interpellanza sul Segretario Generale della Regione Liguria, Paolo Emilio Signorini, assunto nell'ottobre scorso senza alcun bando pubblico, come previsto dalla normativa vigente, e non ci ha fornito, quindi, alcun chiarimento sulla cifra del compenso per lui pattuito o sulle competenze del candidato"

Liguria. Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria sul Segretario Generale afferma: Toti oggi ha (non) risposto alla nostra interpellanza sul Segretario Generale della Regione Liguria, Paolo Emilio Signorini, assunto nell’ottobre scorso senza alcun bando pubblico, come previsto dalla normativa vigente, e non ci ha fornito, quindi, alcun chiarimento sulla cifra del compenso per lui pattuito o sulle competenze del candidato, in barba a normative e a trasparenza nelle pubbliche amministrazioni.

Toti ha giustificato la scelta di Signorini con criteri di carattere fiduciario. Nessuno mette in dubbio la facoltà del Presidente di Regione di poter scegliere secondo criteri di questo tipo. Quel che Toti sembra ignorare è il fatto che andava seguito un preciso iter di selezione attraverso un bando pubblico, permettendo ad altri candidati di proporsi. E che dalla rosa di quei candidati, il Presidente avrebbe poi potuto scegliere secondo i criteri da lui menzionati.

Nulla di tutto questo è avvenuto. Così come non c’è ancora traccia, sul sito della Regione Liguria, degli emolumenti percepiti dal Segretario Generale. Possiamo invece credere di aver strappato una piccola vittoria, nel nome della trasparenza, perché il curriculm vitae, che mancava all’appello da qualche mese, è comparso poco tempo dopo che abbiamo depositato la nostra interpellanza!

Quanto alla retribuzione, il Presidente ha addotto presunti problemi informatici, promettendo che le cifre usciranno nei prossimi giorni nella sezione trasparenza. Aspettiamo fiduciosi. Ma intanto, il prossimo 15 aprile saranno passati 6 mesi esatti dalla nomina di Signorini. Non esattamente quello che si dice un riflesso rapido!

Resta, tuttavia, il nodo politico dell’intera vicenda, che lambisce la maxi-inchiesta del Mose di Venezia in cui il nome di Signorini è comparso per aver accettato il pagamento delle vacanze da un imprenditore beneficiario dell’attività lavorativa dell’attuale Segretario Generale della Regione Liguria.

Certo, Signorini non risulta indagato, come Toti si è affannato a spiegare in Aula. Ma siamo sicuri che sia opportuno andare a cercare un Segretario Generale a 400 chilometri dalla Liguria, per giunta toccato – seppur marginalmente – da uno dei più grandi scandali della storia recente italiana, con le tante competenze liguri disponibili tra cui scegliere? D’altronde, Toti ci ha abituato a trasformare la Regione in un parcheggio temporaneo per politicanti, tecnici e dirigenti provenienti da tutta Italia, fuorché dalla Liguria. Il primo della lista è lui!”.

 

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