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Ristorante camuffato da associazione, denunciato un ventimigliese dalla Guardia di Finanza per evasione

Nel corso dell’intervento è stato possibile appurare che dei 7 lavoratori dipendenti (cuochi e camerieri) ben 6 lavoratori erano completamente in “nero”

Ventimiglia. La Guardia di Finanza di Ventimiglia, ha effettuato un accesso presso la sede di un’associazione, sita nell’entroterra ventimigliese, che, nonostante avesse quale finalità statutaria quella di promuovere attività sportive riconducibili ai balli di gruppo, è risultata a tutti gli effetti esercitare l’attività di ristorazione in totale evasione d’imposta. Tale circostanza è stata avvalorata anche grazie alla somministrazione di n. 48 questionari in italiano ed in francese, nei confronti degli avventori che erano presenti e stavano cenando nei locali interessati: tutte le persone sentite hanno, in sintesi, dichiarato di non essere soci del Club, di non aver quindi mai partecipato ad assemblee, di disconoscere le finalità statutarie e di non aver mai visionato resoconti finanziari dell’associazione.

Durante le suddette operazioni è stato, altresì, effettuato l’inventario delle bevande e delle vivande presenti nei locali dell’associazione e destinate alla preparazione di pietanze per la successiva somministrazione ai clienti: in questo frangente è stata rilevata la presenza di svariati prodotti alimentari scaduti – in taluni casi anche da circa due anni (buste di patatine surgelate) – e/o privi di etichette (circa 15 kg.) nonché mal conservati in ambienti polverosi e fatiscenti, laddove il Presidente del club deteneva attrezzi di lavoro, sacchi di immondizia, prodotti chimici, il tutto in spregio delle basilari regole igieniche. Per questa ragione detti locali adibiti a dispensa/magazzino, nonché la cucina professionale ivi presente ed anch’essa trovata in pessime condizioni igieniche, sono stati sottoposti a sequestro ai sensi dell’art. 354 c.p.p. ed il presidente dell’associazione è stato denunciato a piede libero per violazione dell’art. 5, lettera b) della Legge n. 283/62 che prevede l’arresto sino ad 1 anno.

Infine deve aggiungersi che l’immobile ove ha sede l’Associazione non è servito da acqua potabile ma la stessa proviene da un consorzio per l’irrigazione dei terreni; questa era l’acqua utilizzata per lavare piatti e stoviglie.

Nel corso dell’intervento è stato possibile appurare che dei 7 lavoratori dipendenti (cuochi e camerieri) ben 6 lavoratori erano completamente in “nero”.

Per quanto concerne l’attività di verifica fiscale, sono stati acquisiti parte dei libri sociali (a riguardo si specifica che la parte non è stata in grado di esibire il libro soci, né alcuna tessera di iscrizione al Club) e numerose fatture di acquisto che opportunamente integrate con la specifica attività ispettiva, (ogni pasto veniva fatto pagare mediamente 25 € a ciascun cliente) permetterà di ricostruire il reale volume di affari di una vera e propria attività commerciale che è un evasore totale sin dalla sua costituzione.

La specifica attività condotta dalla Guardia di Finanza si inquadra nell’ambito delle iniziative intraprese dal Corpo non solo per contrastare l’evasione fiscale e il lavoro sommerso, ma anche per reprimere insidiosi fenomeni di concorrenza sleale da parte di imprenditori che utilizzando non correttamente la formula dell’associazionismo, svolgono, in realtà, attività commerciale a danno di imprenditori onesti.

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