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Opere incompiute a Sanremo: intervento dell’associazione Sanremo Rinasce fotogallery

L'Associazione Sanremo Rinasce, facendosi portatrice delle istanze giunte da un gruppo di cittadini, relative al perdurare di queste situazioni, ha deciso di far proprie tali preoccupazioni

Sanremo. Auditorium Alfano. Area Ex Sati. “Ecomostro” Portosole. Area Ex Hotel Astoria. Sono solo le principali e più evidenti opere incompiute a Sanremo, opere dal forte impatto ambientale e che, purtroppo, alzano pesantemente l’asticella del degrado urbano.
L’Associazione Sanremo Rinasce, facendosi portatrice delle istanze giunte da un gruppo di cittadini, relative al perdurare di queste situazioni, ha deciso di far proprie tali preoccupazioni e di dar loro voce, in ossequio ai principi di attenzione disinteressata verso la città che, da sempre, contraddistinguono il sodalizio.
Le incompiute hanno ognuna, a suo modo, un triste record: l’Auditorium Alfano è chiuso da ben 16 anni, sorpassato in questo primato dall’area ex Sati il cui stato di degrado insiste sul quartiere Foce da ben 38 anni.
Più recente, invece, il cantiere, bloccato da questioni di vincolo alberghiero (sorte a lavori di smantellamento avviati), dell’ex Hotel Astoria il cui permesso a costruire risale al 2009.
Siamo però fortemente convinti che, agli occhi dei sanremesi e dei turisti, la “bruttura” peggiore sia rappresentata dall’ “ecomostro” di Portosole.
Già nel novembre 2011 l’allora Assessore Dolzan trovò un accordo con la Sig.ra Parodi. In data 08.05.12, venne portato in Commissione un nuovo progetto con parziale demolizione del manufatto (nato nel 1991) e nuove opere a scomputo. Mancava, a quel punto, solo il passaggio in Consiglio comunale per autorizzare la variante. Nulla si è poi concretizzato.
Ad inizio 2015, a seguito di un’ interrogazione urgente (riproposta a luglio dello stesso anno….), si riavviò il dialogo Comune – Cnis.
In quell’occasione, l’Assessore Menozzi ebbe, tra l’altro, a dichiarare che non si trattava “di una pratica urgente visto che viene posta periodicamente all’attenzione della politica sanremese”: sinceramente, ci chiediamo quale sia il senso dell’urgenza per il nostro Assessore visto che questo scempio urbano inficia il nostro fronte mare da oltre 10 anni.
Con il dialogo, son riprese a fine gennaio 2015 anche le promesse…. avvio lavori ad inizio 2016 (??) e termine entro il 2018. Ad oggi, nessun lavoro ha avuto inizio e più nulla si è saputo sul seguito della vicenda.
A nostro avviso, considerando anche la pessima immagine che ne deriva sul piano turistico (ci sono turisti che, dopo 5 anni, si trovano dinnanzi lo stesso spettacolo) senza considerare il naturale degrado di uno scheletro in cemento esposto alle intemperie e alla salsedine, la sola via percorribile sarebbe quella della demolizione, anche in via coercitiva qualora ve ne fossero gli estremi.
Questa sarebbe stata la via che l’ amministrazione Sanremo Rinasce avrebbe percorso, senza infruttuosi ed infiniti tavoli tecnici utili solo per le foto sui giornali, certi che il bene della città non fosse quello di avere una struttura “pieds dans l’eau”.
Analogamente, saremmo intervenuti sulle altre situazioni di degrado urbanistico chiedendo il ripristino dello stato dei luoghi (Astoria) oppure intimando, qualora in accordo con il progetto, l’avvio dei lavori, cosa che appare, ai cittadini, come la sola soluzione logica dopo quasi 40 anni.
Ci piacerebbe, anche per dare risposta a chi ha indirizzato a noi le sue lecite domande, che l’Amministrazione dicesse la sua in merito, informando la cittadinanza su quanto e cosa è possibile fare a breve termine per risolvere tali annose questioni.

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