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L’appello dell’associazione XXV Aprile, “intitolare una via al partigiano Vittò”

"L'intitolazione di una via o di una piazza a Vittò, per l'Amministrazione comunale e per la cittadinanza, sarebbe un segno tangibile di riconoscenza"

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Ventimiglia. L’Associazione culturale intemelia XXV Aprile-Arci ripropone ulteriormente – lo ha già fatto più volte pubblicamente anche con la precedente Amministrazione comunale – l’intitolazione di una via o piazza della città a “Vittò”:  Giuseppe Vittorio Guglielmo, Comandante partigiano della II Divisione Liguria “Felice Cascione”, cittadino onorario di Ventimiglia, insignito di medaglia d’argento per i sui altissimi meriti durante la Resistenza e nella Lotta partigiana.

La ricorrenza dell’Anniversario della Liberazione e del 70° della costituzione della Repubblica rappresenta  una grande opportunità per accogliere tale proposta  che certamente si avvale dello spirito democratico dei ventimigliesi ed è  una grande. ulteriore occasione per riaffermare valori e principi insiti nella nostra Costituzione nata dalla Resistenza.

Di seguito riportiamo parte della lettera, inviata agli stessi indirizzi per l’Anniversario della Liberazione dell’anno scorso,  le cui argomentazioni sono sempre più significative ed attuali

…. “Vitto”, com’è noto, è stato uno dei più valorosi Comandanti della Lotta di Resistenza; molto stimato ed apprezzato dai partigiani, è stato Comandante della II Divisione Liguria “Felice Cascione” e,   per i suoi meriti nella Resistenza, insignito nel 1949, della medaglia d’argento al valor militare.

Vittò nel dopoguerra ha frequentato  a lungo e assiduamente la nostra città: in occasione di eventi resistenziali, per partecipare ad iniziative sociali e culturali, per incontrare i vecchi compagni di lotta. Amava soprattutto  incontrarsi con i giovani studenti, nelle scuole , per parlare loro dell’attualità dell’Antifascismo, sottolineandone i motivi ispiratori e il filo conduttore di allora e di oggi:  il rifiuto della dittatura, della violenza e della sopraffazione della dignità delle persone e  il desiderio di libertà, di emancipazione culturale e sociale, di giustizia, di democrazia, di uguaglianza. Parlando di Lotta partigiana Vittò lo faceva sempre senza alcuna retorica, con l’umiltà di uomo semplice e di forte dirittura morale quale lui era.  Chi l’ha conosciuto: lavoratori, pensionati,giovani , semplici cittadini o gli insegnanti ed i molti studenti di allora che lo hanno molto stimato, lo ricordano ancora oggi con profondo rimpianto.

Anche per questo è stata molto apprezzata la concessione a Vittò della  cittadinanza onoraria da parte del Consiglio comunale di Ventimiglia durante  l’Amministrazione Berlengiero.

L’Associazione  XXV Aprile ritiene ora, in occasione del 70° Anniversario della Liberazione,  di dover ulteriormente riproporre – l’aveva già fatto pubblicamente nel 2010 –  l’intitolazione a Vittò di una via o di una piazza della città.

Per Ventimiglia assumerebbe un particolare significato di valore civile e storico, soprattutto in periodi come questi in cui si tenta con sempre più protervia di demolire i valori ed i principi della Resistenza e della Costituzione repubblicana che ne è derivata..

L’azione di demolizione sembra diventare sempre più metodica ed inesorabile, ha ormai raggiunto livelli mai immaginati prima e sta recidendo le radici che legano la nostra storia istituzionale democratica all’oggi e al domani delle future generazioni.

L’intitolazione di una via o di una piazza a Vittò, per l’Amministrazione comunale e per la cittadinanza, sarebbe un segno tangibile di riconoscenza  e di omaggio alla sua valorosa figura di combattente e, come emblema, anche a tutti i partigiani che hanno lottato per la conquista della Libertà.

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