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La sedia parte seconda: la storia continua

Le sedie immaginate e progettate sono davvero un infinità, esistono volumi dove sono catalogate e raccontate una ad una, in un'infinita sequenza di meraviglie e perché no, anche qualche design poco riuscito. Ho operato una selezione espressiva ed emozionale da proporvi, scegliendo alcuni modelli che ritengo possano raccontare questa storia

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Abbiamo visto come la sedia abbia nel tempo stimolato la creatività dei grandi maestri dell’architettura e del design. Lo spirito innovativo e di ricerca dei primi decenni del 900, tra produzione industriale e ricerca artigianale, era una fonte inesauribile di idee e sperimentazioni. Le sedie immaginate e progettate sono davvero un infinità, esistono volumi dove sono catalogate e raccontate una ad una, in un’infinita sequenza di meraviglie e perché no, anche qualche design poco riuscito. Ho operato una selezione espressiva ed emozionale da proporvi, scegliendo alcuni modelli che ritengo possano raccontare questa storia.

La sedia impagliata.

La sedia più famosa in assoluto è la Thonet. Questa sedia prevede due tipi di impagliatura, quella operata direttamente sul telaio della sedia appositamente forato e quella dove l’impagliatura avviene a parte e successivamente inserita in un’apposita scanalatura posizionata sulla cornice della seduta.

La sedia a dondolo.

Si attribuisce l’idea di questa sedia a Benjamin Franklin, la sedia a dondolo ha la particolarità di poter effettuare oscillazioni attraverso la base costituita da due archi che ne permettono la rotazione. E’ molto comoda, permettendo un angolo di seduta variabile, non si capovolge in quanto il baricentro è posizionato al centro degli archi e attraverso l’oscillazione dei piedi porta ad un movimento dolce e ritmico ovvero il dondolo.

La sedia cantilever.

Vera icona del design del XX secolo è la sedia a sbalzo. Ha due montanti che formano una piega a livello del pavimento e dello schienale ed è collegata in orizzontale da un tubo continuo. L’ideatore è Mart Stam che nel 1927 che la present in occasione dell’esposizione del Werkbund Die Wohnung per la Weissenhof di Stoccarda. Il modello però conosciuto universalmente è quello progettato dall’ungherese Marce Breuer che con la B64 del 1928 ha ottenuto un’icona del design tutt’ora attuale e molto usata in ambito professionale e domestico.

La sedia monoblocco.

E’ una sedia realizzata principalmente in polipropilene. Leggera e impermeabile ha la caratteristica di essere forgiata in un pezzo unico, evitando così incastri e operazioni di assemblaggio. Usata particolarmente in esterni è la tipica sedia utilizzata nei locali pubblici. Ne fu padre Vico Magistretti.

La sedia e l’attualità.

Comode, rispettose dell’ambiente, capaci di unire bellezza e comfort. La seduta ha negli ultimi anni ricercato sempre di più il comfort, utilizzando forme avvolgenti con alte prestazioni attraverso l’uso di materiali quali il legno, il cartone, il policarbonato in un mix che lascia libera espressione ai progettisti. Insomma tecnologia e rispetto dell’ambiente attraverso l’uso di materie completamente riciclabili o biodegradabili. In una parola a misura d’uomo.

Paolo Tonelli

www.paolotonelli.com

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