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Istanza urgente del sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano sul fenomeno migratorio

Il Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano è tornato a rivolgersi, in forma urgente, alle Prefetture liguri per far presente che la situazione che la Città di Ventimiglia sta vivendo non può protrarsi

Ventimiglia. “Mi rivolgo – nuovamente – a Voi per sollecitare interventi urgenti a tutela e rispetto sia dei cittadini extracomunitari presenti sul territorio della città di Ventimiglia sia della popolazione residente. Sebbene sia trascorso quasi un anno dalle tragiche fotografie che hanno reso nota Ventimiglia alle cronache internazionali nessuna vera strategia di sostegno e di accoglienza o anche solo di mera gestione è stata comunicata né, pare, elaborata dalle Istituzioni competenti” questo l’inizio della dura missiva, che in questa occasione in Sindaco Enrico Ioculano ha inviato per conoscenza anche alla presidenza del Consiglio dei Ministri, della Camera e del Senato, oltre che al Ministero dell’Interno e di quello della Salute.
L’aspetto più grave, incongruo e ingiustificato è rappresentato dalla trasformazione del “centro di emergenza” (aperto nel giugno 2015 con sollecitudine  umana e organizzativa, nei pressi della Stazione Ferroviaria e quindi in pieno centro città, in collocazione contornata da edifici condominiali). Esso, destinato a garantire una prima e basilare assistenza a gruppi famigliari con minori “accampati” in stazione, è stato incomprensibilmente trasformato in un centro di accoglienza per richiedenti asilo.
La struttura, tuttavia, come ho più volte segnalato, non aveva e non ha le caratteristiche necessarie per poter essere trasformata in centro di accoglienza per soggetti stanziali (la mensa è esterna e alcuni servizi igienici sono esterni, non ci sono spazi comuni e agli ospiti non è consentito lasciare i loro beni all’interno); inoltre esso non fornisce alcun supporto all’integrazione (non risultano attivati percorsi di conoscenza linguistica e culturale, né percorsi di inserimento al lavoro volontario etc).
In ragione di tale “modifica” il centro, pur nato per l’emergenza umanitaria e per garantire un sostegno – ancorché minimo – ai soggetti in cammino, oggi non distribuisce pasti e non assiste più tutti i soggetti presenti in città, ma solo quanti si fanno identificare.
Tale circostanza è inaccettabilmente contraria alle disposizioni in tema di accoglienza e integrazione ed è lesiva della dignità dei migranti. È altresì contraria alle ragioni che hanno portato all’apertura del centro medesimo: manifesta indifferenza se non disprezzo per gli sforzi della cittadinanza  tutta ed in particolare di quanti sopportano – pur lamentandosene – i disagi della presenza del centro all’interno del tessuto cittadino” continua il Sindaco Enrico Ioculano, che da fine estate riporta la situazione e ripete incessantemente lo stesso appello alle Istituzioni competenti, sottolineando che l’unica via possibile sia quella di pensare una strategia unitaria a livello regionale e nazionale, non lasciando la Città di Ventimiglia sola a gestire l’emergenza.
Poiché è ormai prossima la stagione estiva e si prevede un nuovo aumento dei flussi di quanti intendano tentare di superare la frontiera verso la Francia è evidente che la situazione non è ulteriormente sostenibile. È inaccettabile avere un centro di emergenza in pieno centro città che lascia fuori – senza assistenza medica, senza supporto sanitario e finanche senza pasto – quanti non si sono fatti identificare. Riteniamo da ultimo incomprensibile e illogico che nel tavolo regionale sulla migrazione il Comune di Ventimiglia, unico vero Comune in emergenza nella Regione per via della sua collocazione geografica, non sia stato convocato”.

Il Sindaco ha chiuso la sua istanza esprimendo – e reiterando – precise e urgenti richieste a nome e tutela di tutta la cittadinanza che rappresenta:

“chiedo che venga chiuso il Centro di accoglienza, sia perché privo dei requisiti di legge per soddisfare le esigenze e le necessità di un’accoglienza stabile per richiedenti asilo, sia per ragioni logistiche e caratteristiche stesse dell’area, subordinando la chiusura all’istituzione di un servizio di accompagnamento dei richiedenti, presso centri e/o strutture idonee (così come da mozione approvata all’unanimità in Consiglio Comunale);
– che, nel frattempo, vengano tutelati i diritti delle persone migranti, e quindi siano garantiti, indipendentemente dall’identificazione – circostanza sulla quale non siamo competenti – le condizioni umanitarie e sanitarie per le persone in cammino che si trovino sul territorio ventimigliese;
- che vengano comunicate le strategie di accoglienza che si intendano intraprendere;
– che venga convocato immediatamente il tavolo sull’immigrazione organizzato dalla Prefettura di Genova e che sia chiamato a farne parte il Comune da me rappresentato;
– che sia approntato un dispositivo di controllo e gestione del flusso migratorio volto a non congestionare la città di confine e i territori limitrofi;
– che le riammissioni della Francia effettuate a Ponte San Luigi a Ventimiglia non vengano dislocate sul territorio di confine così come sinora fatto (in alcuni mesi infatti si sono superate le 2000 persone riammesse solo su Ventimiglia”.

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